lunedì 27 dicembre 2010

(C)Autobiografia

Il mio genoma esiste dal maggio del 1977.
Anagraficamente, esisto dal febbraio del 1978.
Coscientemente, forse, "sono" dalla prima metà degli anni '80.
Ultrazionalmente, inizio ad avere senso attorno al 1997, e mi consolido nel 2003.
In rete, esisto dal 2007.
Ho creato una mezza dozzina di neologismi, alcuni dei quali ufficialmente validi per il Codice Internazionale di Nomenclatura Zoologica, che spero sopravviveranno alla mia fine biologica.

sabato 25 dicembre 2010

L'universale non è il particolare

A Natale, tutti sono più buoni.
Io non sono tutti.

sabato 11 dicembre 2010

La Scala di Nerd

La Scala di Mohs è una classificazione empirica della durezza delle sostanze solide, basata su 10 minerali. In maniera analoga, la Scala di Nerd misura la nerditudine di un individuo, comparandolo con 10 campioni-base.
Partendo dal meno nerd al più nerd, ecco i gradi Nerd:
0- Fonzie rimorchia due gemelle semplicemente alzando i pollici.
1- Sapere assemblare da soli il computer (se è un MAC equivale a 1.5 gradi).
2- Avere un Hard Disk libero con 1 terabyte di scorta nel caso si perda il terabyte originale di files.
3- Litigare su forums dedicati ai giochi di ruolo.
4- Portare la ragazza al museo di Storia Naturale per mostrare il dinosauro trovato da qualcuno che si conosce.
5- Ideare e scrivere la Scala di Nerd.
6- Accompagnare l'amico nerd con la sua ragazza al museo di storia naturale citato nel punto 4.
7- Cosplaying.
8- Scrivere su Facebook citazioni/nomi/termini di manga/anime.
9- Usare un brano di John Williams come marcia nuziale.
10- Creare un video per YouTube che rende omaggio a Star-Wars, doppiato in Klyngon.

martedì 30 novembre 2010

venerdì 26 novembre 2010

De-Nirvana Ultrazionale

Quando avevo 17 anni, credevo in un mondo di cose. Credevo, ovvero, ritenevo che quelle parole che giravano nella mia testa fossero fedeli corrispondenze di qualcosa che esisteva anche fuori dalla testa contenente quelle parole (ok, allora non intendevo proprio questo discorso, era qualcosa di più vago e destrutturato, una "sensazione").
Oggi, nessuna di quelle parole ha superato la prova dell'esperienza.
Dio, Amore, Libertà, Giustizia, Felicità, Io e Futuro ora sono solamente simboli arbitrari di rappresentazioni approssimate, nomi collettivi convenzionali, utili oggetti di una simulazione che frulla nel cervello.
Rimpiango quelle illusioni?
No.
Le posso abbandonare?
Non del tutto.
L'individuo è pur sempre il processo che fa danzare quei simboli. E senza danza dei simboli (e quindi, senza simboli) non esiste l'individuo.
Basta ricordarsi del loro essere simbolico e convenzionale, e tornare a danzare, con più leggerezza.

mercoledì 27 ottobre 2010

L'eccezione non conferma la regola

Qualche singola azione giusta di un criminale non rende la sua vita Giusta. Qualche singola citazione vera della Bibbia non rende la sua parola Vera.

venerdì 8 ottobre 2010

Il male

Sono egoista se dico che della ragazza morta di cui tutti parlano oggi non me ne frega niente? Non credo. Forse molti non ci pensano, ma in ogni secondo di ogni minuto di ogni ora di ogni giorno accadono stupri, omicidi, sevizie, qualcuno subisce una violenza. Ogni secondo. Anche in questo momento. Sempre e comunque, nonostante le effimere indignazioni teleguidate e mediatiche. Sono egoista io che me ne frego finché non mi tocca di persona o su qualcuno che amo? No, perché almeno io sono consapevole che il male è intrinseco alla vita. Esso non è un argomento da gossip. Esso c'è sempre, e noi possiamo solo evitarlo finché possiamo. Quindi, non me ne frega niente di quella povera ragazza morta. Era morta prima ancora che ognuno di noi sapesse della sua esistenza, si indignasse per la sua morte, sputasse vendette per qualcuno il cui dolore, nell'atto in cui  avveniva, era totalmente aldilà della nostra attenzione.
In ogni caso, di fronte al male reagiamo tutti in modo patologico: la maggioranza con la schizofrenia dell'indignazione cronica e teleguidata, io col rifiuto autistico, con l'autodifesa.

martedì 28 settembre 2010

Cercasi civetta con cappotto

Cercasi civetta con cappotto. Colore celeste ceruleo contornato con cilia. Credo che così comparve. Certamente così concludemmo. Chino col cuore, che chiosa celato, confinato che cerca conforto, continuo cercando chi componga ciò che cadde, come coppa cristallina contro crosta contundente, crepandosi completamente.

Comprendermi, certamente, comporta conoscenza, chiede condivisione concreta.
Comporti col cuore, chiudo così,  civetta con cappotto.

domenica 26 settembre 2010

L'eterno ritorno dell'ultRazionale

"Bla" (virgolettato, in quanto menzione) reiterato n volte, con n compreso tra 3 e 27.

La livrea estiva si desquama, nonostante l'inerzia tipica dei tegumenti elastici. Al pari di un preservativo (volto ad annullare la fecondazione) e profilattico (volto ad annullare il contagio), il guscio gommoso, aderente alla turgida pulsazione del pensiero estivo (senso lato: certe estati possono durare 4 volte le classiche), viene estratto (con premura), sfilacciato e gettato dopo che l'ultimo turgore della breve eiaculazione viscerale ha smesso di indurre ai piani di sotto la liberazione di ((C)auto)narcotici.

PS, dedicato al lettore verme che striscia in attesa di qualche goccia di seme: se sei donna ne possiamo parlare (ma poco, poi si spera di passare ai fatti), altrimenti, và pure a farti fottere altrove, che la rete è piena di idoli e feticci con cui masturbarsi, ed io non faccio elemosina.
Due punti, trattino orizzontale a metà altezza, parentesi chiusa.

mercoledì 15 settembre 2010

Avviso ai naviganti

Chi si connette più di 3 volte al giorno a questo blog dovrebbe prendere molto seriamente in considerazione l'eventualità che egli/ella soffra di manie compulsive o di altre forme di disturbo psichico.
Non sono disturbi gravi, e si possono curare facilmente con alcune sane abitudini, quali:
-la lettura di saggistica scientifica
-l'abbandono di pratiche rituali ripetitive e tendenzialmente lesive della flessibilità comportamentale e/o volte all'ammorbamento della mente critica
-il sesso con una persona maggiorenne consenziente (questa norma non si applica ai minori)
-la pratica di attività all'aperto (che possono includere il punto precedente)

giovedì 2 settembre 2010

I fanatici (della porta accanto)

Siamo tutti atei. Dato che l'Umanità ha all'attivo migliaia di divinità (Elhoim, Jahvè, Zeus, Giove, Lah, Geova, Mitra, Thor, Shiva, Manitù, e non so quante altre) e dato che nessuno crede in tutte contemporaneamente, se ne deduce che tutti, in proporzioni variabili, siamo atei. Facciamo l'ipotesi che le divinità siano 3000. Io sono ateo al 100%, dato che non credo in nessuna (Grado di teismo = 0/3000 = 0). Il papa di Roma è ateo al 99.97%, dato che crede in una divinità e nega valore alle altre 2999. Un indù che creda nei ?1500 dei indù è ateo al 50%. Ecc...
Ovviamente, ogni credente dirà di non essere ateo, perché l'unica divinità valida è la sua. Finché crede nelle sue favolette, e non viene a disturbare la mia miscredenza, tutto sarebbe tranquillo e beato. Peccato che, in molte religioni, sia presente una bizzarra regola (di evidente origine divina) in base alla quale Tu Hai Il Dovere Di Convertire chi non crede.
Perché questa assurda regola?

venerdì 27 agosto 2010

L'iDIOta

Ho appena visto uno di quei video anti-evoluzionisti che abbondano su YouTube. In questo caso, un italiano palesemente adepto di qualche bizzarra derivazione americana del culto giudaico-cristiano (ad un certo momento si vede qualcosa come il simbolo della Chiesa Evangeloide del Giorno del Luminoso Giudizio, o qualcosa del genere) che racconta le solite mistificazioni contro Darwin, gli "anelli mancanti", gli ominidi e l'Archaeopteryx (e che cacchio, questi individui non sanno che il III Comandamento Ultrazionale dice: "Non Nominare i Paraves Invano"?). Il video è stucchevole e stomachevole per chiunque abbia un cervello sopra lo stadio dei 4 anni, un tasso di testosterone/estrogeni nel sangue superiore a quello di un neonato, una cultura scientifica medio-alta. Riassumendo, il video sostiene che l'evoluzionismo è falso e conduce l'uomo a negare Dio e quindi conduce all'anarchia, al peccato ed alla dannazione eterna. Ovviamente, esso sostiene anche che negare l'evoluzionismo e seguire la "legge di Dio" porti l'uomo alla felicità. Potrei facilmente smontare una per una le patetiche affermazioni del soggetto, così come potrei dimostrargli tranquillamente che:

- La teoria dell'Evoluzione non è un fondamento del Nazismo o di altre forme di sopraffazione umana.
- Chi sostiene l'evoluzione non è un nazista, un omicida, un pedofilo o altre forme criminali che, paradossalmente, questo soggetto pare mettere come conseguenze dell'ateismo e dell'evoluzionismo.
- Si può essere buone persone, altruiste, oneste e generose anche senza credere in Dio. Io mi impegno a dare sempre il meglio di me, e non lo faccio certamente per un fantasmino cosmico inesistente. Come dico sempre: si deve essere buoni e virtuosi per sé stessi, e non per paura del castigo di un Dio: in tal caso si è solo meschini e ipocriti.
- La Religione porta al fanatismo ed all'ottusità mentale (come ogni forma di pensiero non-critico portato all'estremo), quindi è anche essa una forma di male e di sopraffazione dell'uomo sull'uomo.
In conclusione, ascoltando le parole di quel soggetto, non posso che concludere che:
Dentro ogni idiota c'è dio.

martedì 3 agosto 2010

(D)IO

L'Io è come Dio: in realtà, non esiste (se non come tracciato simbolico nel sistema nervoso); ma noi crediamo che esista realmente perché fin da bambini ci fanno credere che esista. E chi ci fa credere ciò, lo fa perché fin da piccolo gli è stato fatto credere che esista l'Io... E così via, all'indietro fino alle prime scimmie vagamente autocoscienti, l'algoritmo autoperpetuante del meme soggettivo ci fa credere di esserci... 

Ma, come tutti i nomi collettivi, l'Io è solo una metafora di un sistema modulare e indefinito, i cui confini non terminano nella corteccia, nel cranio, nel corpo, nell'individuo, ma si diffondono, diluendosi, all'intero sistema sociale.

L'autore di questo blog non esiste solo dentro il cranio dal quale partono i segnali nervosi che fanno digitare le mani sulla tastiera connessa al blog. L'autore di questo blog è, seppur in forma molto più diluita, anche in tutte i crani che leggono questo blog, che citano questo blog, che lo commentano...

lunedì 19 luglio 2010

Una forma d'arte ultrazionale

Ultrazionale, lo dice la parola, implica andare Oltre.
Pertanto, l'arte ultrazionale deve andare oltre (i confini classici del) l'arte. Paradossalmente, il confine principale dell'arte è la sua "presunta" soggettività. Quindi, l'arte ultrazionale deve essere un'arte "oggettiva" e non soltanto soggettiva...
Immaginate di creare una creatura che fino ad allora non esisteva, plasmarla sulla base di precise e rigorose regole estetiche, logiche e geometriche, elaborarne forma e storia sulla base di una creatività che va Oltre la vostra creatività soggettiva, perché è la creatività del mondo oggettivo, alla quale voi fornite solamente la scusa per manifestarsi nel mondo. 
Se non erro, fu Michelangelo ad affermare che la scultura pre-esisteva nel blocco di marmo, e che lo scultore era solo un mezzo per liberarla dalla roccia superflua.
Analogamente, lo scultore ultrazionale crea Nuove Specie, liberandole dall'oblio del Tempo, usando la Scienza come lo Scalpello.
Finora, la mia creatività ultrazionale si è avvalsa di valenti colleghi, ed ha creato Enantiophoenix e Kemkemia. Una terza opera è in arrivo. Una quarta è in preparazione...

giovedì 8 luglio 2010

Beati gli scettici

Il più grande disastro che la religione ha prodotto è stato la separazione della fede dalla verità. La verità originariamente era la corrispondenza con i fatti. Dire la verità era dire qualcosa che corrispondesse ai fatti. Corrispondere ai fatti significa portare delle prove, avere delle dimostrazioni concrete e tangibili di ciò che si afferma, oggetti distinti e slegati dalle parole, ma che servono a dare concretezza a quelle parole.
La religione ha inventato la fede, ovvero, la "verità" senza prove, la parola che (si pretende) sarebbe concreta anche senza prove. Non occorre una prova per dio, basta credere in lui. Non occorre che esista "il peccato", basta che uno creda di essere un peccatore, e peccatore sarà. Anzi, beati coloro che, a differenza del Tommaso citato nei vangeli, credono senza alcuna prova a favore di tale credenza. Il credulone, l'ingenuo, colui che crede ad una frase anche se essa non ha alcuna prova a suo favore, è diventato un eroe, un santo, un beato, un eletto. In realtà, egli è e resta un ingenuo, un credulone, un illuso, un semplice e passivo schiavo delle parole altrui. Egli è una pecora mansueta, sottomessa, pronta alla mattanza.

sabato 26 giugno 2010

Storia della Therianesimo

Il popolo di Synapsa si stabilì nella Valle di Gwangi attorno al II secolo del Triassico. Popolo nomade e di allevatori, i Synapsa erano retti da una casta sacerdotale molto rigida, i Cynopsia. Il potere dei Cynopsia si fondava sul rigido rispetto della Legge, che solo i Cynopsia possono leggere ed interpretare. La Legge si fonda su alcune regole sociali fondamentali per l'esistenza dei Synapsa, leggi volte a limitare il crimine e la disgregazione sociale. In particolare, la Legge è fortemente feroce contro ogni possibile discussione o critica del valore dei Cynopsia. Infatti, le prime parti della Legge recitano che: 

Esiste solo La Legge di Cynopsia
non avrai altra legge se non il Verbo di Cynopsia.

giovedì 24 giugno 2010

Perfezione passata

C'è un profondo senso di crudeltà in una utile deformazione professionale che si ritorce contro di te, divenendo ricordo passato indelebile capace di fissarsi con precisione cronometrica.
Ora e minuto. Colori, temperatura, suoni, profumi e fragranze. Sensazioni tattili.
Il fatto stesso che stia qui, e possa (anzi, che debba) scriverlo, è la prova di tutto ciò.

Avessi 10-15 anni di meno concluderei che tutto fa schifo.
Per fortuna, ho un'età che sa ridere dell'indifferenza caotica e cieca delle cose, e quasi mi compiaccio che, alla fine, ogni evento segua il suo iter meccanico e freddo, noncurante di aspirazioni, meriti e passioni. Le favole sono favolose, per definizione, e sarebbe contradittorio se divenissero storia. Stupirsi della loro evanescenza sarebbe mediocre.

L'ultimo idolo che mi resta da abbattere, per arrivare alla vetta.
L'aria è fredda, pungente.

Sono le 11.33 del 24 giugno. 
L'anno è sbagliato, ovviamente.

mercoledì 23 giugno 2010

Tautologia

Se gli altri sono stupidi, sarebbe stupido comportarsi come loro.

domenica 20 giugno 2010

Perché non amo la divulgazione

La Divulgazione sta alla Scienza come il Kitsch sta all'Arte

Domande Esistenziali, citazioni bibliche, risposte ultrazionali

In rete ho trovato una serie di domande "esistenziali". Alcune mi paiono più "idiote-adolescenziali" che "esistenziali". Ad ogni modo, mi sono divertito a dare, ad ogni domanda, due risposte: una estratta a caso dalla Bibbia (confidando che la mia mano sia guidata dall'Alto) ed una ultrazionale.
Buon divertimento.

domenica 13 giugno 2010

Babbo Natale esiste!

Sono stato arrogante e presuntuoso. Come dice spesso, provocatoriamente, un mio amico, io pecco di "scientismo" e sono un fanatico presuntuoso. :-)
Da oggi mi devo ricredere.
Babbo Natale esiste.
A Torino, per due settimane, è stata esposta al pubblico la sua rossa giubba dai bordi bianchi. Centinaia di migliaia di visitatori l'hanno potuta vedere, e nessuno mette in dubbio che così tante persone non siano ingenue.
Sul Monte Ararat, come testimonia un serio programma televisivo, è stata trovata la sua slitta.
Negare la sua esistenza sarebbe solo ottusità ideologica.
Da oggi crederò a Babbo Natale.
 

domenica 6 giugno 2010

Algoritmo per la perpetuazione della menzogna

Un algoritmo chiuso
I migliori divulgatori di una menzogna sono coloro che non sanno di diffondere una menzogna.
Nessuno è più bravo a mentire di chi mente senza saperlo. 
Nessuno è più innocente dei bambini. 
Unite queste tre constatazioni e creerete il miglior algoritmo di propagazione di una menzogna che esista. Perché dico "menzogna" e non "verità"? La verità non ha bisogno di strategie per perpetuarsi: essa è vera in quanto tale, e persiste autonomamente. Al contrario, la menzogna è un'affermazione priva di corrispondenza nella realtà, e come tale può persistere solo con uno stratagemma che aggira la prova dei fatti.
Come?
Basta prendere dei bambini (o degli adulti con la mente di bambini), educarli con una serie di principi, e poi lasciare che questi bimbi, una volta cresciuti, facciano lo stesso con i loro figli. Potrete perpetuare per generazioni, secoli, millenni, qualsiasi favola, bugia, menzogna, contraddizione e paradosso vorrete.
Volete che tra 2000 anni qualcuno creda che voi siate degli dei? Volete che tra 2000 anni qualcuno creda che voi potete volare, che avete poteri soprannaturali, che non siete mai morti? Volete far credere che un giorno ritornerete, punirete i vostri nemici e salverete i vostri fedeli? Niente di più facile.
Ancora oggi, miliardi di esseri umani vengono plagiati con favole vecchie di decine di secoli. Basta che qualcuno plagiato da bambino senta il dovere di plagiare dei bambini con le stesse favole con le quali è stato plagiato, ed il plagio si perpetuerà indefinitamente.
Il cervello dei bambini ha due proprietà meravigliose per qualsiasi menzogna: è fortemente recettivo e minimamente critico verso ciò che assimila. Di fatto, quasi tutto quello che il cervello riceve nell'infanzia persisterà, sopratutto se non riceverà nulla che contraddica tali menzogne entro il completamento della maturazione cerebrale. Una volta maturato, un cervello è ostico a mettersi in discussione, sia nel bene che nel male (qualsiasi essi siano). 
Infatti, nessuno che sia stato plagiato ammetterà mai di esserlo.
Uniche eccezioni a questo stupendo meccanismo di perpetuazione della menzogna sono quei bizzarri mutanti cerebrali, i quali, fin da piccoli, hanno la pessima abitudine di simulare nella loro mente delle alternative.  Essi assimilano, ma nel contempo elaborano nella loro mente delle alternative. Col tempo, le alternative crescono e formano un muro robusto che impedisce alle menzogne assimilate di diventare "pensiero unico".  "Effetto collaterale" di queste menti è che esse spesso perdono più tempo a elaborare alternative che a vivere una delle opzioni possibili elaborate.
Gli altri animali, dal punto di vista delle idee (intese come istruzioni simboliche che si propagano nel tempo), non esistono: troppo stupidi sia per essere plagiati che per elaborare alternative, gli animali semplicemente non sono. Il loro corpo è utile ad una menzogna come un setaccio è utile come bicchiere.

venerdì 4 giugno 2010

Dio è Amore

Due che lavorano per conto del grande capo

Dio è Amore.

... 

(nessuno si offenda, ma...)

lunedì 31 maggio 2010

I giapponesi sono avanti un milione di anni


Questo è uno dei cartoni animati della mia infanzia preferiti. Chi è troppo giovane probabilmente non ha mai sentito parlare di Hurricane Polymar... Ho sempre amato il fatto che la sigla originale in giapponese fosse stata mantenuta anche nella versione italiana. Il look fine anni '70 di queste storie è ineguagliabile.

domenica 23 maggio 2010

Sinapomorfie di grandi passioni popolari

L'unica differenza tra calcio e pornografia è che nella seconda esiste anche la versione etero: per il resto, è la stessa storia: una banda di ragazzotti, un sacco di falli (spesso da dietro) e un numero esagerato di persone che spendono soldi e godono a guardarli.

venerdì 21 maggio 2010

La Rotolanza

Secondo alcuni, ognuno di noi
Post in appendice al precedente, dedicato a chi vorrebbe una bella metafora colorita.
Immaginate un pallone da calcio, in cima ad una collinetta erbosa. Inizialmente, il pallone è fermo, sulla cima. Poi, un qualcosa, un soffio causale di vento, una lucertola che striscia davanti al pallone, un escremento d'uccello caduto con precisione fantozziana, insomma, un qualche evento naturale casuale altera l'equilibrio statico del pallone, il quale, sotto l'azione del campo gravitazionale, inizia a rotolare verso il basso. Rapidamente, l'accelerazione vince la resistenza dell'attrito dell'erba, ed il pallone si lancia di corsa rotolando verso il fondo della collina. Arriva a fondovalle, pieno di energia cinetica, ed inzia a rotolare sul piano. A questo punto, privo dell'accelerazione di gravità, la palla inizia lentamente a rallentare, sotto l'effetto dell'attrito dell'erba. Infine, arrancando sempre più, con le ultime rotolate la palla smette di muoversi, ondeggia un po' e poi si ferma.

Ora, se qualcuno interpretasse tutto questo episodio dicendo che la palla si è mossa in virtù di un'essenza chiamata Rotolanza, e che questa Rotolanza è la causa del moto della palla, è la causa del suo fervore giovanile, della sua decisione nella maturita, è l'espressione della sua stanchezza senile... e che alla fine la palla ha perso la sua Rotolanza, arrestando il suo cammino... bene, che opinione avreste di questa persona?
E se questa persona dicesse che esiste un dio, Signore della Rotolanza, Causa e Origine della Rotolanza, che opinione avreste di questa persona?
Eppure, sostituite le persone con i palloni, le colline erbose con il mondo, e la Rotolanza con la Vita, ed avrete la favola a cui molte persone fanno tanto affidamento e per la quale si infervorano così spesso con parolone e slogan... 

PS: vivere è più importante di rotolare, ma la Vita è come la Rotolanza.

La Vita ed i suoi creatori, ovvero "bla bla bla"

Oggi su Science è pubblicato uno studio su alcune operazioni di ingegneria genetica su un microorganismo molto semplice, un micoplasma. Un micoplasma è, detto in parole molto semplici, il tipo di cellula più semplice che esista. Pertanto, un micoplasma è l'oggetto biologico funzionante autonomamente più facile da manipolare in ingegneria genetica.
Ovviamente, il giornalismo di serie B e C ha titolato rapidamente la notizia come: "Creata la Vita Artificiale". Ciò è palesemente iperbolico, giornalisticamente necessario per rendere accattivante una notizia di strettissima caratura biologica e biotecnologica.
Inevitabilmente, si è attivato il carrozzone sulla Vita, guidato da filosofi e preti di vari ordini e gradi. In Italia, succube come nessuna altra nazione al Vaticano, è stato necessario intervistare dei non ben specificati luminari della Pontificia Accademia delle Scienze, quasi che solo loro fossero a conoscenza del significato di questa pubblicazione scientifica, e non i ricercatori in biologia (che, per definizione, è la "Scienza della vita"). 
Alla base di tutte queste mobilitazioni clerico-teo-filosofiche sta un colossale fraintendimento linguistico. Ovvero, l'ambigua condivisione da parte di teologi e scienziati di una parola di quattro lettere, "vita". Se poi la si nomina con la maiuscola, diventa un qualcosa di ancora più fumoso, ovvero, la Vita, un'essenza.
Tuttavia, teologo e scienziato intendono per "vita" dei concetti molto diversi.
Per la nebulosa teologica-platonica, la "vita" è una proprietà di alcuni oggetti reali. Tale proprietà, assunta quasi come se fosse un oggetto dotato di limiti e di confini, può pertanto esistere o meno in un oggetto, rendendolo "vivo" o "non vivo". Come tale, essendo la proprietà che definisce i viventi, la "vita" proviene da qualcosa capace di infonderla o meno. Sapete tutti il nome più diffuso di questo "dispensatore della vita".
Per la scienza moderna, fondata sull'oggettività ed sul metodo di indagine razionale, la "vita" intesa nelle righe sopra non esiste. Non esiste una "qualità" o "essenza" vitale. La vita è solo un termine per sottintendere metaforicamente una catena di processi che si dispiegano gradualmente nel tempo. Non esiste un confine netto tra "vivi" e "non vivi", quindi, non esiste una categoria netta di "vivente", né, pertanto, una "Vita" che li contraddistingue.
La "vita" è il modo rapido per dire miliardi di miliardi di processi biochimici interconnessi in sistemi altamente strutturati di macromolecole organiche, organizzati dentro un flusso di energia (prettamente di origine solare), e che persiste da almeno 3 miliardi di anni su questo pianeta. La "vita" non ha un'origine precisa e netta, un momento in cui essa è scaturita dal "non-vivo", esattamente come nessuna persona ha un'origine precisa, un momento in cui la sua personalità emerge dal "non-personale". Eravate "persone", soggetti pensanti, a 3 anni? E a due anni? E a uno? C'è stato un giorno in cui avete esclamato: "Io sono!"? Ovviamente, no. Fu un processo graduale di emersione dall'insensibilità alla sensibilità, e poi un graduale emergere dalla coscienza all'incoscienza, ed infina un graduale emergere della persona dall'impersonale.
Il micoplasma modificato citato prima è una complessa bolla di proteine e acidi nucleici, derivante da processi pre-esistenti di elaborazione e sintesi di molecole, in sistemi regolati da meccanismi strettamente biochimici. Il micoplasma, come tutte le cellule, deriva da una catena evolutiva di riproduzioni cellulari. Man mano che andiamo indietro nel tempo più profondo, lentamente, il confine tra cellule e semplici micoplasmi sfuma, poi il confine tra micoplasmi e bolle di molecole reattive sfuma uno nell'altro, infine, andando ancora più indietro nel tempo, i processi cellulari sfumano nelle più semplici attività biochimiche, ed, infine, nella chimica organica di composti come le proteine o gli idrocarburi. Vedete che, partiti da "esseri viventi", siamo andati gradualmente indietro e, senza alcun salto miracoloso, siamo finiti nelle molecole organiche, che nessuno reputa essere "vive". Il confine tra "vita" e "non-vita" è solo nella mente umana, la quale, essendo un sistema per processare simboli informatici, a loro volta aggregati discreti di simboli più semplici e relativamente rigidi, ha la tendenza a "credere" che i simboli nel suo cervello, usati per rappresentare il mondo, siano copie fedeli degli oggetti nel mondo, e, di conseguenza, si illude (o vaneggia) che al simbolo "vita" debba corrispondere là fuori una qualche "Vita".
Se la "Vita" esistesse, come sarebbe possibile manipolarla, per produrre organismi nuovi? Se la "Vita" esistesse, in quale punto della complessità sarebbe localizzabile? Un virus è vivo? Un batterio è vivo? Un batterio che si sta dividendo è un vivente o due viventi? Uno spermatozoo che penetra un ovulo muore? Si annulla? Svanisce? Un cadavere è "senza vita"? Il suo cuore espiantato che batte in un ex-malato  di cuore nel quale è stato trapiantato è vivo o è ancora "senza vita"? Un uomo in coma irreversibile è vivo? Una zanzara spiaccicata sul muro che muove le zampe è viva? La coda di una lucertola staccata ma che si dibatte è viva? Uno zigote che si sdoppia generando due gemelli è uno o due viventi? Due gemelli siamesi fusi dal collo in giù sono un uomo con due teste o due persone con uno stesso corpo? La risposta a queste domande è puramente linguistica, e non intacca la realtà del mondo, che è un continuum senza discontinuità spazio-temporali, un continuum che la mente umana deve, per non impazzire, ridurre a oggetti distinti e discreti manipolabili simbolicamente.
"La Vita" è solo una metafora, necessaria per comprenderci nel discorso, ma non corrisponde a nulla al di fuori della rete simbolica processata dal cervello umano.
Quindi, non esistendo "La Vita", sono ridicole e senza senso le pretestuose parole di chi crede di rappresentare sulla Terra un fantomatico "creatore della vita".

mercoledì 19 maggio 2010

Estinzione del matrimonio religioso italico

 Numero di matrimoni religiosi in Italia dal 1991 al 2008: notare il trend discendente (la linea blu tratteggiata è l'estrapolazione del trend nel futuro)
Sul sito del blog UAAR ho letto una serie di dati sul calo dei matrimoni religiosi in Italia nell'ultimo ventennio. In un commento veniva estrapolata la curva, ed effettivamente, calcolandola, risulta che, tenendo questo trend, nel 2030 in Italia si celebreranno ZERO (= 0, cioè NESSUNO) matrimoni religiosi.
Estinzione del cristianesimo in Italia e avvento di uno stato laico?
Il mio pessimismo mi fa dubitare.
Dilagante espansione delle altre religioni?
Oppure, sarà la prova che è imminente la Fine del Mondo ed il Giudizio Finale? Prospettiva abbastanza mediocre, che lascio ai creduloni delle storielle a lieto fine...

Io so che il mio posto all'inferno è là, già pronto, caldo caldo che mi aspetta!

Il mio umorismo mi fa ridere.

venerdì 14 maggio 2010

La Mia Religione

Questo post è stato ispirato dalle parole illuminate di Daniele Luttazzi. Purtroppo, non ho alcun link per indirizzarvi a questa ispirazione: pertanto, temo che il post resterà in parte incomprensibile per chi non ha mai visto quel monologo luttazziano.
Credo che il tempo sia giunto perché anche io, come altri miei coetanei di epoche passate, dopo anni e anni di meditazione sulla Vita, sul Significato dell'Esistenza, e su tanti altri simboli mentali più o meno isomorfi con la realtà fenomenica, fondi una Religione.
Come tutte le religioni che mi hanno preceduto, essa è solo una scusa per adorare una rappresentazione idealizzata delle nostre aspirazioni e speranze individuali e sociali.
Come tutte le religioni che si rispettino, anche questa ha un Dio, Origine di ogni cosa.
Anzi, una Dea.
Anzi, una Diva.
La mia religione si chiama
Cateblanchetteismo.
In questo video, ecco una delle numerose apparizioni della Nostra Amata Dea dall'Occhio Emmeggioide. Ogni sua parola è per noi guida nelle tenebre, e fonte di beatitudine.

mercoledì 5 maggio 2010

Due forme speculari di genialità

Ci sono due tipi di geni: chi vede oro nella m***a, e chi vende m***a come oro.

lunedì 3 maggio 2010

Pazzie d'università

Fotomontaggio realizzato da Simone Maganuco nel 2003 in occasione del mio XXV compleanno...

Inizialmente, questo post parlava d'altro. Era una risposta argomentata e pacata ad una serie di insulti volgari, ingiustificati (perché mi offendono sul piano privato) e molto infantili che ho ricevuto in rete.
Poi ho preferito lasciar stare, e sostituire tutto con un simpatico ricordo di amicizia.

venerdì 30 aprile 2010

Thank Godless It's a Day

In questo preciso momento, mentre tu, lettore di questo blog, fissi questo schermo, sulla Terra milioni di persone stanno soffrendo. Malati, feriti, affamati, soli, abbandonati, traditi, milioni di sofferenze. Ogni secondo, da sempre, è così.
Nello stesso momento, non so quanti miliardi di esseri dotati (a vari gradi di complessità) di sensibilità neuronale, stanno soffrendo e morendo. Prede, animali feriti, privi di cibo, esposti al freddo, alla sete, mutilati, invasi da parassiti, disgraziati, in ogni angolo del pianeta, stanno soccombendo. 
Il mio esempio preferito, di Gouldiana memoria: chissà quanti pulcini nelle isole del Pacifico sono stati scagliati propro oggi dai loro fratelli maggiori fuori dal nido, uscendo dal piccolo cerchio virtuale all'interno del quale i genitori identificano qualcosa come una prole meritevole di cure, e senza protezione e cibo sono stati condannati ad una rapida morte.
La sofferenza, intricata superficie frattale in cui la sensibilità e l'entropia si imbastardiscono, pervade questo mondo.
Perché ho iniziato il post in modo così brutale, che, probabilmente, avrà dissuaso qualche lettore da continuare la lettura?
Un secolo fa, nell'Europa dalla cui appendice gondwaniana sto scrivendo ora, autoproclamata vetta della Civiltà occidentale, molta della sensibilità attuale era quasi del tutto assente.
Noi oggi riconosciamo una serie di "diritti" per soggetti che, solo 100 anni fa, non erano ritenuti nemmeno soggetti. Oggi, è considerato un crimine il lavoro minorile, la prostituzione delle adolescenti, la negazione del diritto di sciopero organizzato, la negazione del voto femminile, il dubitare dell'umanità delle popolazioni subsahariane. Un secolo fa, il massacro di popolazioni straniere era visto con relativa leggerezza, e l'estinzione pianificata di intere specie non era considerato dissimile dall'estirpazione di malattie dannose. Oggi, esistono centinaia di migliaia di persone che protestano e si impegnano per cause che, un secolo fa, sarebbero state considerate dei bizzarri rammollimenti dell'anima da parte delle intelligenze più raffinate. Il gusto muta. Pare che, almeno questo è il trend negli ultimi tre secoli, ci sia un progressivo "rammollimento" (per il punto di vista pre-esistente) ed "ingentilimento" (per il punto di vista emergente) delle sensibilità. Quello che in passato era tollerato dall'individuo e dalla società, tende a non esserlo più, perlomeno in modo statistico. 
I freddi e gli insensibili persistono, ma aumentati i sensibili. 
Forse questa tendenza si fermerà, giunto un punto di eccessivo rammollimento/ingentilimento. Forse ci sarà un'inversione di rotta. Ciò che è sicuro, è che anche nella prospettiva più "ottimistica" a favore della sensibilizzazione delle anime, il divario tra sofferenza globale e allievamento (relativo) resterà abissale. 
L'unico modo per far cessare la sofferenza sulla Terra è quello di cancellare l'esistenza di esseri capaci di soffrire, primi tra tutti noi ricchi e viziati figli dell'Ovest, gli esseri più sensibili mai apparsi. 
Il numero dei sofferenti, in ogni altro caso, sarà sempre soverchiante. E questo, paradossalmente, anche e sopratutto in virtù della maggiore sensibilità acquisita nel tempo. Infatti, eventi che in passato non avrebbero provocato alcun dolore, come la vivisezione di un animale, oggi provocano profonda sofferenza in molti esseri umani. Paradossalmente, quindi, nuova sofferenza, prima assente, forse non direttamente fisica, ma comunque reale, si aggiunge al posto di quella che si vorrebbe combattere.

Ogni tanto, qualche essere fortunato riceve la grazia. Guarisce da malattie, realizza i propri sogni, risolve gravi problemi. I superstizioni seguaci delle religioni hanno spesso la tendenza a vedere in questi eventi, casuali, la manifestazione di una fantomatica bontà divina.
Tuttavia, se così fosse, mi chiedo dove sia questo misericordioso dispensatore di grazia nel restante 99,99999999999% dei casi mondiali, quando la sofferenza pervade e si accanisce. 
Se davvero è questa la prova che esiste Qualcuno con la Q maiuscola, è terribile constatare con quanta avarizia dispensi la gioia in un pianeta schiacciato e plasmato dalla sofferenza.

Stasera mi sento così. A volte invidio i freddi assoluti, privi di questi pensieri, ed i sensibili assoluti, capaci di esultare commossi per un delfino rigettato in mare. Io sto nel grigio intermezzo di chi non può fare a meno di dubitare della validità dei propri sentimenti, anche quando li prova intensamente.

Forse è colpa del sottofondo musicale di Freddy Mercury che mi sta cantando "Thank God It's Christmas"... 

sabato 24 aprile 2010

Dinomania, Atto Quinto: Catacombe Giurassiche

Ho fatto un sogno. 
Quel sogno mi parlava del futuro, della fine della persecuzione.
Il sogno mi diceva:
Verrà un tempo luminoso, in cui le persone malvagie come te saranno scomparse. Le persone malvagie come te, che senza alcun rispetto per le sacrosante credenze altrui, le analizzano con ironia e sarcasmo. Persone malvagie, come te, così malvagie da scrivere i propri pensieri in un blog di libero accesso, libero nei commenti, accessibile a chiunque. Persone come te, così malvagie da firmarsi col proprio nome reale, che non hanno paura a mettere la propria faccia accanto alle proprie opinioni.
Quando le persone malvagie come te saranno scomparse, i buoni potranno finalmente essere liberi.
I buoni, che ora devono nascondersi nell'anonimato o nello pseudonimo, perché privi di coraggio nel esprimere le loro opinioni apertamente. I buoni, che sono così sicuri della loro bontà da non tollerare le tue cattiverie. I buoni, che sono così sicuri della bontà delle loro idee, da vivere nascosti, in siti segreti, inaccessibili ai cattivi. I buoni, che si rinchiudono in catacombe virtuali, lontano dagli occhi della pubblica opinione, in anfratti sotterranei, riservati solo agli iniziati.
Dopo essermi svegliato da questo strano sogno, mi sono chiesto: come mai da quando ho iniziato a scrivere le mie sarcastiche opinioni sulla dinomania, le mie opinioni libere e accessibili a tutti, disponibili per essere criticate alla luce del sole e senza paura di essere contraddette in un pubblico dibattito, dicevo, come mai da allora in poi il numero dei siti dinomaniaci è andato progressivamente riducendosi, non tanto perché alcuni si sono estinti, ma perché i restanti si stanno trasformando in siti privati, inaccessibili per un libero navigatore curioso della rete? Come mai questi siti, prima accessibili a chiunque, ora sono diventati delle aree segrete, delle catacombe inaccessibili, concesse solo per i pochi iniziati che abbiano giurato fedeltà alla causa? 
Forse è solo un caso, e sarebbe arrogante e semplicistico vedere un rapporto di causa-effetto tra l'espansione della paleontologia matura in rete (non solo da parte mia, ma anche ad opera di molti amici e colleghi) e la ritirata dinomaniacale.
Curioso fenomeno, veramente interessante. Stiamo assistendo ad una nuova fase della evoluzione dinomaniacale? La fase misterica, esoterica? Forse è meglio chiamarlo sprofondamento assediato.  Probabilmente, questa è l'ennesima involuzione, solo nemica della discussione libera ed aperta, paurosa di fronte a qualsiasi osservazione esterna, incapace di accettare la critica. 
Chi non sa controbattere con argomenti, chi non tollera critiche e dissensi, costruisce barricate per proteggere il suo piccolo mondo virtuale.
Come tutte le religioni in declino, la dinomania è degenerata nella setta segreta... totalmente autoreferente?

sabato 17 aprile 2010

Senza Anima

Ha senso il concetto di anima, intesa come qualcosa di immateriale legato al nostro corpo, ma separato da esso? Ha senso l'anima se essa non è in nessun modo rilevabile, tangibile e non produce effetti rilevabili? Ha senso, sopratutto se tutto ciò che normalmente attribuiamo all'anima è facilmente riconducibile al complesso pattern di elaborazioni del cervello? Il cervello è tangibile, i suoi pattern ed elaborazioni sono tangibili, perché sobbarcarsi di un qualcosa che non è necessario a capire il cervello, il corpo e l'esistenza umana? Se questa "anima" esiste, perché dovrebbe essere legata al mio corpo? Da cosa è legata? Come? E, sopratutto, dato che il corpo è mortale e deperbile, che fine fa l'anima con la dissoluzione del corpo?

Sono tutte domande stupide, che ci impongono di pensare fin da piccoli, come se fossero importanti, e che, meccanicamente, io ripeto ora.
Meccanicamente, come un oggetto senza anima.

giovedì 15 aprile 2010

Un consiglio di lettura su un Libro Ultrazionale

Chi di voi segue questo blog dalle origini, sa che il primo post nacque citando un brano da Godel, Escher, Bach di Douglas Hofstadter.
In questi giorni ho terminato di leggere un altro libro, molto più recente, dello stesso autore, tradotto in italiano con Anelli nell'Io. Molte delle tematiche di G E B sono presenti in questo nuovo lavoro di Hofstadter, ma lo stile è più fluido e maturo, più leggibile e fruibile (grazie al continuo uso di episodi della sua vita che, oltre a fungere da esempi, reificano i concetti astratti in episodi concreti, facilmente empatizzabili), anche per chi non è particolarmente logico-matematico nella struttura mentale, ma, nondimeno, vuole sentire un'opinione competente e riccamente argomentata sul cosa sia l'io, la coscienza, e quindi, in definitiva, l'essere umano. La conclusione è molto molto ultrazionale. Potrebbe non piacervi. 
Quindi, non vi dico nulla, ma solo consiglio di leggere questo libro.

lunedì 12 aprile 2010

Il Non Credo Ultrazionale

Non credo in un Dio, favola impotente, creatrice di odio e oppressione, figlio della superstizione.
Non credo nella Vita, metafora fuorviante di complessi sistemi di macromolecole teleonomiche autoreplicanti, derivazione ultima della chimica.
Non credo nella Coscienza, anello simbolico astratto di un sistema percettivo autoreferente, consistente come l'arcobaleno, ibridazione dell'informatica e della biologia.
Non credo nella Libertà, sinonimo ridondante dell'imprevedibilità conoscitiva nel caos deterministico, crosta dorata dell'oppressione fondata sulla colpa.
Non credo nella Democrazia, retorica espressione matematica basata sulla sommatoria di atomi impotenti, ultima illusione degli schiavi.

Credo negli dei, leggende antropomorfe, fonte dell'epica.
Credo negli esseri viventi, macchine biochimiche, nati per caso, vivi per necessità.
Credo nelle coscienze, effimere, erronee ed illusorie manifestazioni di cervelli di scimmia.
Credo nelle libertà, contingenze fluide incanalate dai vincoli di un mondo fisico freddo ed insensibile.
Credo nelle democrazie, aggregazioni imperfette ma rivedibili di coscienze accomunate da sentimenti e sofferenze comuni.

sabato 10 aprile 2010

Dimostrazione che il Mondo non ha senso

Un sasso ha "un senso", un perché? Probabilmente, no: sarebbe un attributo fuori luogo, come la simpatia in una equazione, o il retrogusto nel teorema di Pitagora, o l'ingiustizia nella fotosintesi clorofilliana. Metaforicamente, potete anche attribuire questi significati alle cose elencate, ma nella realtà la faccenda è diversa. Se protesto per un torto subito, tale protesta ha un senso. Un sasso che rotola giù da un colle non lo fa "per un senso", lo fa perché è immerso in un campo gravitazionale e non subisce forze che arrestano il suo moto. Alcune cose hanno un senso, altre no.
Il Mondo, dunque, ha un senso generale?
 §

Immaginate di avere una biblioteca con un miliardo di libri. Di questi, uno solo è scritto nella vostra lingua, i restanti 999 999 999 sono scritti in un linguaggio totalmente sconosciuto, di una civiltà estinta. Di fatto, tutti quei libri, tranne uno, non sono leggibili. Questo significa che solo lo 0.0000001% della biblioteca è leggibile. Dato che a livello pratico, alla scala del vostro sistema percettivo, lo 0.0000001% è indistinguibile da 0%, risulta che, a livello pratico, la vostra biblioteca è inutile.
Ora, anche ammettendo che sulla Terra esista una piccola percentuale di eventi che hanno senso (ad esempio, alcune fasi della vita di alcuni esseri umani), tale percentuale è molto più bassa del misero 0.0000001% della biblioteca citata prima. Ricordo che un essere umano medio vive per meno di 0.000002% della vita della Terra e costituisce un miliardesimo di miliardesimo dello 0.000001% della massa della Terra. E se considerate che la Terra è solo un millesimo di miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo del volume dell'Universo conosciuto, capirete che anche sommando tutte le esistenze di tutti gli esseri umani esistiti (ed ammettendo che esse furono dotate di senso nella loro interezza), risulterà che la parte di Universo conosciuto con un senso è un infinitesimo infinitesimo della totalità. E se anche aggiungeste alla quantità trovata un eventuale (ma finora indimostrato) senso proveniente da altre civiltà aliene, il risultato non varierebbe entro, forse, un paio di ordini di grandezza. 
Approssimando, quindi, con uno scarto quasi nullo, risulta che l'Universo non ha alcun senso.   

PS: In conformità alla condizione generale dell'Universo, questo post non ha senso.

lunedì 5 aprile 2010

Lettera Aperta ai Puffi

Carissimi Puffi,
Tutto è cominciato un paio di anni fa, ai primi tempi del mio blog. Ricordo, che a quei tempi non sapevo minimamente dell'esistenza della Foresta Puffesca, né della vostra esistenza.

Esistono i Miracoli?

Due personaggi esteticamente simili, entrambi dotati di poteri miracolosi. Uno è un mito post-moderno per alcune popolazioni occidentali del XX secolo, l'altro è presente nella saga di Star Wars

In concomitanza con l'annuale rito neosemitico dello sgozzamento di giovani bovidi ovini* in onore di non ben specificate resurrezioni (metafore della Natura, dato che siamo all'inizio della Primavera, quindi, una festa in onore dell'inclinazione della Terra sulla sua orbita ed alle leggi di Keplero), festa che nella fantomatica area di persistenza del rito "semitico-derivato-ibridato-col-platonismo" noto come "Cristianesimo" viene anche collegata alla credenza che un uomo di 2000 anni fa il cui corpo aveva cessato di avere attività biologica sia tornato a funzionare biologicamente solo per poi volare in cielo (la storia è così, forse riassunta in modo rozzo, ma il senso è quello: nessuno si offenda, ma non sono un ipocrita, e siccome non credo a queste storie non ho alcun motivo per descriverle con parole "devote" solo per far contento qualcuno), voglio parlare di un concetto chiave della mentalità primitiva che persiste ancora oggi, ovvero, la Grande Bugia AutoIndotta, nonché Contraddizione Idealizzata, chiamata, "Credenza nei Miracoli".
Premetto, per quelli che non lo sapessero ancora, che io sono ateo, e che non credo all'esistenza di dei, dee, folletti, puffi, spaghetti volanti, superpoteri, alieni grigi dell'Area 51, né tantomeno a fenomeni soprannaturali.
La spiegazione della mia incredulità verso queste storie è molto semplice: un fenomeno è sempre e solo naturale, per definizione. Credere in un fenomeno soprannaturale è come credere che possa esistere un numero naturale che è la radice quadrata di un numero intero negativo: ovvero, credere in una contraddizione pura.
Uno può credere a tutte le favole che vuole, compresa la favola che "le leggi della Natura possano essere violate qualche volta", favola che, a ben vedere, è un'altra contraddizione. Se una "legge di Natura" è una legge, allora varrà sempre e comunque all'interno del suo ambito di definizione. Se non vale in qualche ambito, significa che quell'ambito non rientrava nella sfera di validità della legge. Ciò non significa invocare i miracoli.
Inoltre, se una legge di natura non spiega un fenomeno, ciò non significa che la spiegazione unica ed automatica valida come alternativa sia: "è un miracolo!". Significa solo che, attualmente, non esiste una spiegazione logico-matematica né naturalistica di quel fenomeno. Forse un giorno l'avremo, forse mai, ma ciò non significa che "il miracolo" sia la sola altra spiegazione possibile. Invocare il miracolo è la soluzione comoda delle menti semplici incapaci di analizzare i fenomeni usando metodi già noti a tutte le menti razionali, primo, fra tutti, ipotizzando un nuovo caso del notissimo fenomeno naturale, tutto naturale, per niente mistico, chiamato "autosuggestione della mente di Homo sapiens".  
Infatti, i miracoli esistono come gli dei che li generano, ovvero, esistono nella testa di chi crede in tali miracoli.
Se vuoi credere che i miracoli accadono, i miracoli accadono. Se vuoi credere che esiste un mondo aldilà del mondo, il quale interagisce con il nostro mondo di qua, allora vedrai tutti i miracoli che vuoi. 
Estensione del concetto di "miracolo": Il fatto che la gente si sposa nel nome di un dio, non è prova che esso esiste...

Uno potrebbe obiettare che anche "non credere nei miracoli" è un credere in qualcosa, e che quindi anche io sono "superstizioso" per qualcosa che non posso dimostrare. Tuttavia, ricordo che mentre non occorre nessuna dimostrazione per  affermare l'assenza dei miracoli, la presenza di un miracolo DEVE essere dimostrata, sennò è aria fritta che esce dalla bocca dei creduloni. Infatti, io potrei affermare che credo nei superpoteri di Hello Kitty, capace di attirare a sé milioni di fan, e che  questi superpoteri esistono anche se nessuno mi ha fornito prove di ciò. 
Hello Kitty è un miracolo? No, è una prova della stupidità umana persistente.
Quando sento parlare di miracoli, mi stupisco della banale grossolanità mentale di chi fa tali dichiarazioni. "Ho visto una luce (luce: fenomeno naturale)", "Ho percepito un profumo (profumo: fenomeno naturale)", "Ho pregato, e Lui mi è apparso (pregare: fenomeno naturale di auto-suggestione)", ecc...
Forse, ciò è un segno che i miracoli accadono solo se si è mentalmente predisposti a vederli? Probabilmente, sì. In effetti, credere nei miracoli è un sinonimo di ingenuità nei confronti dei limiti NATURALI del proprio sistema percettivo. Ovvero, una mente che non sa che essa stessa è auto-suggestionabile, prima o poi si auto-suggestionerà di aver vissuto un evento miracoloso.
Cosa fareste se una notte vi apparisse un angelo?
Io mi darei uno schiaffo, per verificare se sto ancora dormendo, e, nel caso sia sveglio, andrei a bermi un bicchiere d'acqua con disciolto un digestivo: probabilmente, non ho ben digerito la cena della sera prima.
E se l'angelo vuole venire a bere un bicchiere con me, tanto meglio... probabilmente anche lui si sta auto-suggestionando, ed è solo un povero ragazzo al quale fin da piccolo hanno fatto credere all'assurda contraddizione linguistica che esistono fenomeni soprannaturali.


*PS per gli amici vegani: non è questo il luogo per discutere delle vostre sacrosante battaglie contro la macellazione animale. Rispetto voi, rispettate il post.

giovedì 1 aprile 2010

La vita è un'analisi filogenetica di vertebrati fossili

Le donne sono come gli OTU frammentari. Puoi farne a meno, ma ottieni un albero noioso, con CI altissimo, tutto dicotomico, ma finto. Poi includerli, e tutto diventa un fottuto casino di politomie e omoplasie, la RAM si impalla, ma tu sei felice come nel Liaoning, perché sai che ogni piccolo dettaglio acquista un senso...

mercoledì 31 marzo 2010

Fondamentalismo & Estrapolazionismo

L'estrapolazione è la simulazione di qualcosa che esula dal nostro campo di esperienza tramite una procedura logico-matematica che astrae una tendenza oltre i confini dentro cui essa è stata definita.
L'esperienza insegna che tanto più ci si allontana dall'ambito entro cui la tendenza è stata generata, tanto più l'estrapolazione si fa labile, vaga, incerta, fluttuante, falsa. Ovvero, tanto più si estrapola, tanto più è grande il pericolo di favoleggiare, mitizzare, creare falsità solo apparentemente concrete.
Dio è, per convenzione ma anche per definizione, posto nell'Aldilà. L'Aldilà è, per definizione, oltre qualsiasi esperienza diretta. Quindi, l'Aldilà sarà sempre un'estrapolazione. Anzi, essa è l'Estrapolazione Assoluta, e quindi, l'Incertezza Assoluta.

Idem per la divinità là collocata. Non a caso, per affarmare l'Incertezza Assoluta è richiesta la procedura mentale meno fondata sull'esperienza, la fede. Ma ciò non cambia la sostanza del discorso: tanto più si va Aldilà, tanto più lontano dalla validazione dell'esperienza, tanto più dominerà l'estrapolato. Ma a noi, che restiamo felicemente nell'aldiqua, tutto ciò appare solamente e fortemente vincolato ai limiti di chi ha elaborato tale estrapolazione. 

Conclusione: se c'è qualcuno di cui proprio non dobbiamo fidarci, sono coloro che nel nome di quella estrapolazione Assoluta pretendono di voler dettare una legge assoluta nell'aldiqua.

sabato 27 marzo 2010

Perché accanirsi? Forse perché qualcuno ha il merito di poter essere temprato

Perché mi sono accanito così tanto in questi mesi contro alcuni giovani appassionati di paleontologia?
Perché penso che essi siano persone meritevoli del mio (saccente, ossessivo, pedante e spesso esagerato) interessamento. In Italia, sono così rari gli appassionati di questa meravigliosa conquista della mente umana che è la paleontologia, ed ancora più rari in questi tempi di generale appiattimento e banalizzazione delle menti. Penso che quei pochi appassionati siano una cerchia di eletti, che meritano la durezza che si addice alla tempra del metallo migliore. Essi potrebbero, in futuro, diventare grandi alleati nel tentativo di divulgare in Italia una paleontologia seria e profonda, come accade in altri paesi, culturalmente più avanzati.
Vedere soggetti con tali potenzialità (sopratutto creative, immaginifiche e tecniche) apparentemente deviati al "lato oscuro" della paleo-fantasy mi ha spronato a esercitare una forma di "pressione psicologica", al fine di inculcare nelle loro menti l'idea che essi possano e debbano migliorare (anche, ma non solo) per una causa più Grande e Importante della mera diffusione di una passione di nicchia (di per sé futile, anche se rispettabilissima).
Siamo pochi, e come i compaesani di Asterix, assediati dal banale e dal mediocre che domina la Rete.
Ho visto opere di questi giovani: alcune sono infantili, e non meritano critiche ingiuste. Altre sono pregevoli, e denotano una passione e perizia lodevole, una potenzialità che merita di essere indirizzata verso la grande tradizione paleoartistica che, finalmente, sta sorgendo anche in Italia.
Quello che mi interessa non è generare un esercito di fanatici adepti della "Nuova paleontologia", perché così facendo creerei lo stesso branco di pecore che desidero eliminare. Cambierei solo il mito al quale essi farebbero riferimento: non più l'esagitato parco clonato costaricano, ma l'arrogante nozionismo della cladistica fine a sé stessa. Ciò sarebbe una cura peggiore della malattia (l'analisi filogenetica è una cosa seria e non merita un'orda di automi al suo seguito). 
Al contario, la polemica dissacrante, finalizzata al dubbio intelligente, al "pensare ultrazionale" che si mette in dubbio e cerca nuove prospettive, è (secondo me) la via migliore per generare consapevolezza e spirito critico. Che poi, essa porti a una maggiore diffusione di buona paleontologia, anche meglio!
Ho i miei modi di fare critica. Ammetto che spesso lo faccio per un puro piacere di dissacrare e di mettere in crisi i miti e le favole nelle quali molti amano rammollire i loro cervelli. Ma ho anche il pregio di saper generare domande, scetticismi e dubbi, di indurre curiosità e di imporre una critica. Penso (e ne sono convinto) che alcuni di quei soggetti a cui ho indirizzato più o meno cripticamente le mie parole abbiano grandi doti, che devono essere potenziate verso quel valore che (ancora in modo instabile) traspare (se si ha l'occhio adatto per leggerlo).
Le menti affini a questo mio modo di essere saranno indirizzate verso la qualità. 
Le altre hanno tutto il diritto di restare nella mediocrità.

Vedremo se in loro la Forza sarà vigorosa o se vincerà il Lato Oscuro...

mercoledì 24 marzo 2010

Dialogo (nel world wide web) sopra i minimi sistemi (di discussione paleontologica)

Alcuni amici, in varie occasioni, mi hanno chiesto come mai io non partecipi a forum di discussione in rete a tema paleontologico. In effetti, la rete permette anche questo genere di comunità virtuale che collega appassionati e studiosi.
I motivi per cui non partecipo sono numerosi. Invece di argomentarli in una noiosa arringa, ho pensato di tradurli in un dialogo, basato in parte su eventi reali che mi sono stati raccontati (e che ho potuto verificare leggendoli in rete) che hanno coinvolto anche persone che conosco; pertanto, ogni riferimento ed allusione a fatti e personaggi realmente esistiti è PURAMENTE VOLUTO.
I personaggi (in parte caricaturali) sono chiamati con i loro avatar da forum (i quali, già da subito, denotano parte delle loro personalità):

Buona lettura!

mercoledì 3 marzo 2010

I dinosauri sono di tutti o solo di qualcuno?

La paleontologia dei dinosauri, la "dinosaurologia", è un grande patrimonio di tutti, e tutti coloro che ne fossero interessati dovrebbero avere i mezzi per usufruirne. Sarebbe ingiusto discriminare le persone in base alla loro propensione paleontologica. Non penso che la dinosaurologia sia una materia settaria, appannaggio di pochi soggetti, riservata ad una sola categoria umana. Così come sarebbe scorretto pensare che essa sia destinata solo ad alcuni, e che altri non ne siano potenziali fruitori, sarebbe ingiusto dichiarare che la dinosaurologia debba essere espressione di una sola categoria di persone, nemmeno se quella categoria fosse maggioritaria, nemmeno se essa fosse, per così dire, la principale sostenitrice di quel sistema di cultura che crea e mantiene in vita il "mondo dinosaurologico".
La paleontologia dei dinosauri è di tutti, non di qualcuno in particolare.
Quindi, sarò sempre un forte oppositore di chi invece pensa che la dinosaurologia sia rivolta principalmente ad una categoria, ad un certo tipo di persona. Sarò sempre contrario alle idee di coloro che, più o meno consciamente, continuano a sostenere questo stereotipo di "appassionato di dinosaurologia" così tanto diffuso. Chi sono questi che si credono depositari di un diritto discriminatorio verso una categoria, solo perché essa è minoritaria?
La dinosaurologia deve essere rivolta a tutti, e non solo alla maggioranza! 
SE ANCHE TU LA PENSI COME ME, ALLORA SARAI DELL'IDEA CHE:

lunedì 1 marzo 2010

L'Anello (C)Auto-Cronico

Si può viaggiare nel tempo passato? Fisicamente no, ma forse, in parte, mentalmente. Ovvero, è possibile stabilire una connessione tra due eventi separati del tempo, un anello che permetta di viaggiare nel passato almeno con la mente? La telepatia è intesa come il collegamento sincrono tra due menti distinte spazialmente. Essa è probabilmente inesistente nell'accezione forte (e classica) mentre è diffusissima nell'accezione debole (sottintesa) della comunicazione umana tra due persone consapevoli. Tuttavia, qui voglio proporre un esperimento leggermente differente, che, in parte, produce una telepatia forte. Questo esperimento, che probabilmente riterrete di una assurdità senza eguali, è stato inventato da me all'età di 17 anni. Come pazzia adolescenziale, spero non la giudicherete troppo malata.
Il ragionamento di fondo è il seguente: stabilire una connessione tra due menti distinte nel tempo tramite un anello autoreferente che innesca un ciclo continuo.
Il grafico aiuterà a capire.
Immaginate l'individuo X al tempo T1. Egli è seduto e pensa a sé stesso nel futuro. Per la precisione, egli pensa a sé stesso X' nel momento T2. Il suo pensiero immagina quel momento T2, nel quale egli sarà in piedi e starà pensando. Pensando a cosa? A sé stesso X nel tempo T1, seduto ed intento a pensare a sé stesso X' nel tempo T2...
Ora, basta che al momento T2 il nostro eroe X' si alzi e pensi a sé stesso X nel tempo T1 ed avremo chiuso il ciclo: così facendo, il suo pensiero al tempo T1 sarà vero e coinciderà esattamente al tempo T2. Analogamente, facendo ciò, il suo pensiero nel momento T2 sarà sintonizzato sul tempo T1, nel quale stava pensando a sé nel tempo T2. Si avvierà un ciclo infinito che collega i momenti T1 ed T2, e, di fatto, permetterà alla mente nel momento T2 di viaggiare nel passato T1.
Immaginate di concentrarvi bene, in entrambi i momenti, e di pensare intensamente al vostro pensiero nell'altro momento: così facendo i due pensieri saranno speculari e uno rivolto all'altro, in un ciclo mentale infinitamente ricorsivo, una telepatia transtemporale, un anello (C)auto-cronico.


Avvertenza: non provate l'esperimento: il 75% dei soggetti impazzisce, il 20% muore, gli altri diventano ultrazionali.

mercoledì 24 febbraio 2010

Quanto mi secca essere preveggente...

 

3 giorni fa citai Elio e le Storie Tese per mostrare qualcosa del Festival di Sanremo che bilanciasse il cantore monarchico attualmente in voga.
Bene, quasi evocato dalle mie parole, Elio e le Storie Tese hanno detto la loro in proposito...
:-)
(Ringrazio un certo veneto hadro-ornitischiano per la segnalazione)

martedì 23 febbraio 2010

Anello Strano a Fumetti di mezza vita fa e analoghi recenti.

A 16 anni (quindi, mezza vita fa) disegnai una striscia a fumetti che occupava ambo le facciate di un A4.
La storia, avente a protagonisti alcuni dei personaggi tipici delle mie striscie liceali (caricature Cautobiografiche degli amici, più alcuni personaggi di fantasia tra cui il preside identico al Tyrannosaurus di Jurassic Park, tranne che parlava con accento campano) era una serie di sogni gerarchizzati come matrioske. In pratica, ogni personaggio (mi pare fossero 5 o 6) sognava, per poi risultare il sogno di un altro personaggio. La serie si chiudeva con l'ultimo personaggio che sognava esattamente la prima scena della striscia, con il primo personaggio che sognava, chiudendo un ciclo che si ripeteva all'infinito.

Niente di nuovo. Già altri hanno usato questo espediente narrativo ciclico. 
Recentemente, mi hanno fatto notare che l'ho usato nuovamente. Per quanto mi parve originale, è in realtà piuttosto diffuso. Dato che avevo già pensato di eliminare quella piccola appendice, la toglierò dall'opera in cui era inserita come incipit slegato dal resto. Non penso che l'opera perderà un elemento strutturale. 

sabato 20 febbraio 2010

Legge della Contraccezione Inversa

A fottere tanto ci si fotte tanto.

Corollario Inverso.
Paradosso di Gigi*: "Ostia! Usa il gumin!"

Questo post è ispirato da Imalatidimente.

*L'Ultimo Vero Padre Cacciatore Etrusco**-Bresciano (a cui va tutta la nostra Totale Stima Ultrazionale e Illimitata Simpatia).
**Etrusco, quindi discendente dei Nuragici, quindi Sardo.



venerdì 19 febbraio 2010

mercoledì 17 febbraio 2010

Jurassic Love

Io ti amo. Te lo dico sempre. 
Vuoi la verità? Prometti di non arrabbiarti?
Io ti amo... ma solo quando fai quello che piace a me. Solo quando ti vesti come voglio io. Solo i giorni in cui mi va. Per il resto, sei noiosa, complicata e fastidiosa nel tuo chiedere che io faccia solo le cose come pretendi che debbano essere fatte. Tu devi essere come mi piaci. Non capisco di cosa ti lamenti. Quando mi fai perdere la testa, quando smetto di pensare e mi annullo nelle tue forme più eccitanti, allora sì che ti amo. Altrimenti, non mi importa di te. Scusa, ma è così. Che c'è di strano?
Quando parlo di te, parlo solo delle cose più eccitanti e spettacolari che sai fare e che mi fanno impazzire. Non vorrai mica che perda tempo con gli amici a parlare del tuo lavoro, degli anni che hai passato a studiare, delle volte che sei stata in errore, delle tue complicate vicissitudini. Quelle cose non importano ai miei amici. Loro vogliono sapere come eri vestita l'altra sera al cinema, e non si appassionano certo del tuo modo di lavarti i denti. Come dar loro torto? Quelle cose sono noiose e banali. Non mi importa se è proprio il tuo modo di lavarti i denti che ti dona quel tuo bel sorriso: a me importa solo che tu sorrida davanti ai miei amici.
Se mi rispondi che allora non ti amo veramente... beh, allora sei tu ad essere egoista e viziata! Credi che solo chi si impegna seriamente, costantemente, chi ti segue sempre e comunque, anche quando ti lavi i denti, anche quando ti perdi in infinite inutili chiacchiere con le tue amiche (quelle secchione, come quella matematica che citi sempre come se fosse la persona più intelligente del mondo... ma che io detesto) , chiacchiere infinite su dettagli assolutamente noiosi, solo quello ti ami? 
Perché devi farla sempre così esagerata? Non stiamo così bene assieme? Non capisco perché tu debba farla diventare una tragedia. Non possiamo continuare a stare insieme come la prima volta? Ti ricordi? Avevo 9 anni. Tu eri così bella che da allora io non ho più pensato a nessuna se non a te. Perché non può più essere così? Che significa che sei cambiata? Che significa "si cresce"? Cosa vuoi dire con "impegnarsi"? Perché ora non ti va più bene niente di ciò che ci univa allora? Perché sei diventata così contorta e complicata, complessa e dubbiosa, sempre in crisi, sempre diversa? Perché non ti basta più un mio disegno per farti felice? Non pensi di pretendere troppo da me? Troppi discorsi, troppi problemi: dov'è la magia di un tempo? Sei cambiata, ho capito. Non capisco cosa pretendi da me: perché dovrei ascoltarti, cos'hai da dirmi di nuovo, che prima non dicevi? Non ti manca l'innocenza di una volta?
Lettera di un dinomaniaco alla Paleontologia


PS: Paleontologia e dinomaniaco si sono lasciati. Lui ora è felicemente sposato con Videoteca. 

domenica 14 febbraio 2010

Ibridazioni festive

Oggi è Carnevale, ma è anche San Valentino.
Quindi, oggi è Halloween!

sabato 13 febbraio 2010

Cosa penso di Jurassic Park 6

Sapevo che sarebbe successo. Il giorno alla fine è arrivato. Perché in fondo, devo ammetterlo, sono un bambino anche io, ed ho atteso per anni questo giorno. E finalmente, è arrivato! La notizia è ufficiale! I miei amici in America hanno avuto la notizia da uno che collabora con la Universal Pictures, quindi stavolta non si tratta della solita bufala da nerd della rete. La notizia è ufficiale, anche se, per ora, non ancora pubblicata.
Lo so, dovrei attendere, perché in fondo chi mi ha dato la notizia è amico di amici che lavorano al progetto, e non sarebbe onesto divulgare in anticipo informazioni riservate. Il fatto è che so che altri stanno per mettere in giro la notizia, e so che quelli non hanno qualifiche a farlo. Essi sono solo dei fanatici esaltati, mentre io qui esprimo la parte sana dei fan, che amano la serie senza esaltazioni e fanatismi (dino)maniacali.
Bene, dopo questa introduzione doverosa, ecco la notizia.
Forse avrete già capito.
Jurassic Park 6 si farà!
Dopo tira e molla, annunci e smentite, il sesto capitolo, finale, della doppia trilogia sta per essere realizzato. Esso, come sappiamo già dal quarto episodio, conclude la seconda trilogia e si collega idealmente alla prima. Inoltre, si spera, correggerà gli errori e gli eccessi del quinto episodio, che, sono il primo ad ammetterlo, era risultato un po' forzato. Io non avevo apprezzato l'introduzione dei mammuth e dei gliptodonti, e non capisco nemmeno cosa potessero significare i megateri alla fine del quarto episodio. Insomma, si stava snaturando l'essenza di JP! Va bene, lo so, la terza isola non era stata esplorata del tutto nel quarto episodio, quindi, era possibilissimo che ci fossero parti dell'isola dove vivessero animali non visti negli altri episodi... tuttavia, mi pareva una forzatura eccessiva.
Inoltre, ed è questo l'aspetto importante per chi, come me, vorrebbe un legame logico con la prima trilogia e, in parte, con la paleontologia aggiornata, in questo episodio finale sarà spiegato perché i Velociraptor non hanno le penne, perché abbiano quelle strane crestine solo nel terzo episodio, perché lo spinosauro del quarto episodio abbia una testa diversa dallo spinosauro del terzo, perché lo pteranodonte del terzo abbia i denti mentre quello del secondo non li abbia, come e cosa abbia ucciso l'equipaggio della nave nel secondo film, perché la prima isola non sia stata più usata, perché il tyrannosauro non compare mai nel quinto episodio, perché il Baryonyx uccide il Suchomimus nella scena iniziale del quarto episodio, perché il carnotauro mimetico non si veda mai sebbene sia presente, come mai Grant non muoia quando è schiacciato dalla mandria di Triceratops, come mai Hammond non faccia usare la bomba atomica alla fine del quinto episodio.
Insomma, finalmente sarà svelato tutto, per la gioia di tutti i fan.
Il sesto episodio sembra si intitolerà "Il ritorno del paleontologo", e serve da collegamento tra il quarto episodio "Una nuova era" e il quinto "La Ingen colpisce ancora".
Preparate i pop corn!

Potenza delle Parole

Non mangerò mai un insetto.
Non mangerò mai del vomito.

Mangio spesso il vomito di un insetto. 
E mi piace moltissimo.

Morale della favola: basta sostituire "vomito di un insetto" con "miele", e tutti siamo felici. Eppure, la sostanza materiale e concettuale non cambia, ma solo la forma linguistica.

A noi sette nani ultrazionali...

Che i Rammstein fossero ultrazionali era già noto. E non mi riferisco solamente a video moscoviti con patate irinoidi.
Questo video geniale è dedicato a noi sette nani...

lunedì 8 febbraio 2010

Incipit Ominide, ovvero, IO

Tutto nacque per cattiveria...
C'era una volta una scimmia. Non un individuo, una popolazione di scimmie.
Nella rete intricata di relazioni economiche, casini sessuali, promisCuità, lotte per le risorse e lotte per la riproduzione, queste scimmie avevano un sistema sociale tanto utile quanto faticoso. Pertanto, si selezionarono nella capacità di sfruttare altre scimmie del loro sistema sociale. Sfruttare, ovvero, prevedere le mosse altrui, a proprio vantaggio. Ovvero, avere una chiara rappresentazione delle singole scimmie del gruppo, delle loro abitudini, delle loro consuetudini, vizi e virtù, amici e nemici. Già tenere a mente tutto questo relativo ad una ventina di scimmie dovette essere veramente estenuante per un cervello di scimmia. Estenuante, ma vantaggioso. Se sai interpretare le mosse degli altri, se conosci le loro trame, se prevedi, allora manipoli, coordini, comandi. E dove c'è politica, c'è potere. Ed il potere produce sesso ed il sesso aumenta la propria discendenza. In breve, questa escalation di scimmie in competizione sociale per sfruttare gli altri a proprio vantaggio produsse una sofisticata corsa all'armamento intellettivo. Una gara a chi era più furbo ed empatico, chi coglieva per primo i pensieri, le intenzioni e le debolezze altrui. Ma, come tutti i sistemi complessi, questo nuovo meccanismo di sfruttamento ambientale (ambiente sociale) generò degli effetti collaterali. 
Cosa succede se all'interno della complessa simulazione del proprio branco che avete evoluto per sopravvivere nel branco reale avete creato un simbolo per OGNUNO dei membri del branco, comprese le loro reciproche relazioni con e tra tutti i membri? TUTTI significa TUTTI, ovvero, anche VOI stessi. Di colpo, la nuova scimmia si trovò ad avere all'interno del suo cervello il simbolo di sé stessa. 
Ciò, apparentemente banale, è l'inizio dell'IO.
Come i due specchi che citavo in un post recente, l'avere all'interno della propria mente la rappresentazione della propria mente produsse lo stesso effetto dello specchio che si specchia davanti ad uno specchio. Questa nuova mente scimmiesca scoprì un infinito interiore mai esistito prima. Scoprì sé stessa che pensa sé stessa che pensa sé stessa che pensa sé stessa... scoprì l'immaginazione, scoprì l'infinito creativo generabile dalla manipolazione simbolica della realtà. Nacque l'anima, intesa non come fumosa favola religiosa, ma come metafora di un sistema di retroazioni mentali in un cervello sufficientemente complesso per avere consapevolezza delle proprie elaborazioni mentali.
Tutto nacque per cattiveria...

domenica 7 febbraio 2010

Geografie dei sentimenti

Riflettevo per metafore sulle varie vite sentimentali di ognuno di noi.
Tutti siamo esploratori di un mondo, ed ognuno di noi crea una cartografia di quel mondo in base ai luoghi esplorati. Tale cartografia può essere più o meno vasta, più o meno dettagliata, a seconda dei luoghi , dei tempi e dei modi con cui quei luoghi sono stati visitati.
Ci sono esploratori non molto diversi dall'Odisseo ospite di Calypso. Essi hanno raggiunto un isola molto confortevole, e lì si sono stabiliti. Ogni tanto guardano il mare, ma non riescono o vogliono lasciare la loro isola, nella quale resteranno per sempre. L'isola diventa il mondo.
Altri nascono a latitudini fertili, in grandi continenti ricchi di risorse. Essi viaggiano per molto tempo, assaporando continuamente i ricchi frutti del loro mondo, ma senza mai fermarsi in un unico luogo. La loro cartografia è più ricca e dettagliata rispetto agli isolani citati prima. Forse, solo la stanchezza dell'età o la noia li porteranno a stabilirsi in qualche comoda valle per godere dei suoi frutti. Oppure, incauti e distratti, resteranno prigionieri di una nazione possessiva, verranno confinati su un'alta vetta. Forse, stanchi di tutto, si getteranno in mare.
Io credo di essere nato ai margini di un grande deserto. Come un carovaniere, buona parte del mio viaggio è solitaria, tra sabbie, rocce e vento, senza ristoro. Ogni tanto, la scoperta di qualche fossile affiorante dalla sabbia allieta la mia traversata. Casualmente, in modo caotico, mi imbatto in un'oasi. Bellissima e rigogliosa, non può essere evitata. Lì mi fermo, e quasi con avidità cerco di assaporarne tutti i frutti e le acque, quasi con la certezza che sopraggiungerà la tempesta e ogni cosa svanirà. Le mie residenze nelle oasi, infatti, sono brevi ed effimere. Forse la mia incapacità di divenire stanziale, la sfortunata serie di tempeste di sabbia che mi tiro dietro, o l'instabilità naturale tipica delle oasi, mi riconducono alla vita beduina.