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venerdì 9 novembre 2012

La nuova star per Jurassic Park IV

Le voci per un quarto episodio della saga cinematografica di Jurassic Park si fanno sempre più intense. Con il crescere della voce, aumenta anche la quantità di ipotesi e speculazioni sulla trama, i personaggi, e, sopratutto, i dinosauri presenti nel film. Non giriamoci troppo attorno fingendo che il film sia altro: i dinosauri sono sempre stati i protagonisti assoluti di questa saga, e pertanto non potranno non esserlo in un quarto episodio.
Ma quali dinosauri? Tutto dipende dal collegamento con gli episodi precedenti.
Il terzo episodio, sciagurato e quasi universalmente bistrattato, sarà considerato, oppure la trama prenderà spunto dai primi due episodi? Aldilà del contenuto effettivo in termini di trama, è probabile che si punterà a qualcosa di nuovo e inedito, anche per i dinosauri. A ciò si aggiunge la straordinaria quantità di nuove informazioni paleontologiche accumulate dal 2001 (data dell'ultimo episodio) ad oggi, ricchissima fonte da cui attingere senza dover "inventare" nuovi dinosauri accattivanti.
Il terzo episodio aveva tentato di acquistare appeal proponendo un nuovo "Big Guy" che prendesse il posto di Tyrannosaurus. La scelta cadde su Spinosaurus, la cui interpretazione però, a posteriori, appare eccessivamente fantasiosa, ipertrofica, superoistica (in negativo): più che un dinosauro, esso appare il classico "mostro da B-movie". In effetti, esso è veramente ottuso ed inespressivo, persino per i canoni del "dinosauro cinematografico".
Non stupisce quindi che lo spinosauro di JPIII sia odiato dai fan della serie. Non solo perché palesemente ipertrofico e "mostruoso" ma anche perché ha "osato" uccidere colui che, fino a quel momento, era il beneamino della serie, quello che fin dalla prima apparizione nel primo film aveva riscosso l'affetto di tutti, poi consolidato nella sua ultima apparizione sempre nel primo film: il tyannosauro.
Ma se il tyrannosauro è stato "fatto fuori" (in senso cinematografico) da qualcuno più "cattivo", è difficilmente riproponibile come "il nuovo". Occorrerebbe un ulteriore nuovo "Big Guy", che "vendichi" il tyrannosauro e possa prenderne le veci nel quarto episodio.
Vediamo... un grande theropode, grande almeno come Tyrannosaurus, e che possa rivaleggiare con l'odiato spinosauro, oltre che "fargli la festa", possibilmente "nuovo" e con qualche caratteristica "originale".
Io un'idea per il candidato ideale l'avrei...
Sauroniops pachytholus (opera di Emiliano Troco)
Lo so, io sono di parte...

lunedì 7 marzo 2011

Aggiornare i dialoghi di JP

Ian Malcolm: "God created opportunistic tyrannosaurs. God destroyed opportunistic tyrannosaurs. God created Horner. Horner destroyed God. Horner created strictly scavenger tyrannosaurs".

Ellie Sattler: "Strictly scavenger tyrannosaurs eat Horner... Woman inherits the earth".

lunedì 7 febbraio 2011

Terra Nova... The Lost Avatar?

Questo 2011 si annuncia come un anno campale per la Dinomania (e per chi la analizza con interesse e un po' di smitizzante sarcasmo di paleontologo), dato che un nuovo stadio dell'evoluzione dinomaniacale sta per essere prodotto. Parlo della serie televisiva Terra Nova, prodotta (tra gli altri) da Spielberg. Attualmente, esiste solamente un trailer dell'episodio pilota, che andrà in onda a maggio negli USA. 
Per chi non sapesse di cosa parlo, Terra Nova racconta le avventure di una famiglia della metà del XXII secolo (per la precisione, il 2149). Nella serie, il 2149 è un mondo inquinato ed invivibile. Per fortuna dei protagonisti (e dei dinomaniaci) nel 2149 esiste un modo per viaggiare nel passato (apparentemente, però solo in un momento particolare del passato, guarda caso, nell'Era Mesozoica). Come è ovvio a chiunque non si curi di paradossi temporali, questo ponte mesozoico (Star-Gate?) viene quindi usato per fuggire dall'invivibile presente (il loro, cioè il futuro nostro) e iniziare una nuova vita. Insomma, per farla breve, è l'ennesima storia di un viaggio nel tempo tra i dinosauri, con le aggiunte tipiche delle fiction televisive oggi in voga, quindi intrecci familiari, storie d'amore e contorti conflitti tra buoni e cattivi.

lunedì 17 gennaio 2011

Il Tema di Jurassic Park... ma a scala geologica (lungo quasi come il giurassico)

L'ho scoperto dalla Dinosaur Mailing List di oggi, e merita un post.
Non saprei quantificare il valore di questa trovata nella Scala di Nerd, ma sicuramente sarebbe un valore molto alto.
In pratica, qualcuno ha registrato il tema del film Jurassic Park (per intenderci, la scena col brachiosauro) dilatandolo di 10 volte: il risultato è una sinfonia di oltre 50 minuti, l'equivalente dinomaniacale di un intero CD di musica New Age.
Se la vostra fede vacilla e necessitate di un potente incentivo musicale, o avete bisogno di una colonna sonora per le vostre meditazioni "col cuore" sul Mesozoico, potete scaricarla qui.

mercoledì 12 gennaio 2011

Jurassic Park 4? Dio ce ne scampi...

Ringrazio l'autore dell'immagine, chiunque sia
In questi giorni, in rete circolano dei rumors sull'eventualità di un quarto episodio della saga di Jurassic Park. La notizia è nata dopo che alcune foto di un pannello all'interno degli Universal Pictures a Hollywood indicavano che in alcuni studi erano in atto le riprese di un fantomatico Jurassic Park 4.
La mia interpretazione, sostenuta anche da altri, è che questa sia una bufala (nella migliore delle ipotesi) o una mossa di "indagine" orchestrata dai produttori cinematografici per "testare il terreno" del pubblico sull'eventualità di un simile film (nella peggiore delle ipotesi). Come ho scritto in passato, i dinomanici vivono nella fedele attesa della Resurrezione del loro dio, in forma di Episodio IV, quindi, la seconda ipotesi non è poi tanto campata per aria, ed avrebbe un senso. Dopotutto, quale migliore garanzia di successo che essere parte dei Piani di una divinità? 
Ad ogni modo, in questo post non mi interessa se tale rumor sia vero o falso o, peggio ancora, orchestrato ad arte. Qui discuterò dei motivi per cui, in ogni caso, noi che amiamo (almeno il primo) Jurassic Park dovremmo sperare ed augurarci che non arrivi mai il Quarto Episodio.

sabato 24 aprile 2010

Dinomania, Atto Quinto: Catacombe Giurassiche

Ho fatto un sogno. 
Quel sogno mi parlava del futuro, della fine della persecuzione.
Il sogno mi diceva:
Verrà un tempo luminoso, in cui le persone malvagie come te saranno scomparse. Le persone malvagie come te, che senza alcun rispetto per le sacrosante credenze altrui, le analizzano con ironia e sarcasmo. Persone malvagie, come te, così malvagie da scrivere i propri pensieri in un blog di libero accesso, libero nei commenti, accessibile a chiunque. Persone come te, così malvagie da firmarsi col proprio nome reale, che non hanno paura a mettere la propria faccia accanto alle proprie opinioni.
Quando le persone malvagie come te saranno scomparse, i buoni potranno finalmente essere liberi.
I buoni, che ora devono nascondersi nell'anonimato o nello pseudonimo, perché privi di coraggio nel esprimere le loro opinioni apertamente. I buoni, che sono così sicuri della loro bontà da non tollerare le tue cattiverie. I buoni, che sono così sicuri della bontà delle loro idee, da vivere nascosti, in siti segreti, inaccessibili ai cattivi. I buoni, che si rinchiudono in catacombe virtuali, lontano dagli occhi della pubblica opinione, in anfratti sotterranei, riservati solo agli iniziati.
Dopo essermi svegliato da questo strano sogno, mi sono chiesto: come mai da quando ho iniziato a scrivere le mie sarcastiche opinioni sulla dinomania, le mie opinioni libere e accessibili a tutti, disponibili per essere criticate alla luce del sole e senza paura di essere contraddette in un pubblico dibattito, dicevo, come mai da allora in poi il numero dei siti dinomaniaci è andato progressivamente riducendosi, non tanto perché alcuni si sono estinti, ma perché i restanti si stanno trasformando in siti privati, inaccessibili per un libero navigatore curioso della rete? Come mai questi siti, prima accessibili a chiunque, ora sono diventati delle aree segrete, delle catacombe inaccessibili, concesse solo per i pochi iniziati che abbiano giurato fedeltà alla causa? 
Forse è solo un caso, e sarebbe arrogante e semplicistico vedere un rapporto di causa-effetto tra l'espansione della paleontologia matura in rete (non solo da parte mia, ma anche ad opera di molti amici e colleghi) e la ritirata dinomaniacale.
Curioso fenomeno, veramente interessante. Stiamo assistendo ad una nuova fase della evoluzione dinomaniacale? La fase misterica, esoterica? Forse è meglio chiamarlo sprofondamento assediato.  Probabilmente, questa è l'ennesima involuzione, solo nemica della discussione libera ed aperta, paurosa di fronte a qualsiasi osservazione esterna, incapace di accettare la critica. 
Chi non sa controbattere con argomenti, chi non tollera critiche e dissensi, costruisce barricate per proteggere il suo piccolo mondo virtuale.
Come tutte le religioni in declino, la dinomania è degenerata nella setta segreta... totalmente autoreferente?

mercoledì 17 febbraio 2010

Jurassic Love

Io ti amo. Te lo dico sempre. 
Vuoi la verità? Prometti di non arrabbiarti?
Io ti amo... ma solo quando fai quello che piace a me. Solo quando ti vesti come voglio io. Solo i giorni in cui mi va. Per il resto, sei noiosa, complicata e fastidiosa nel tuo chiedere che io faccia solo le cose come pretendi che debbano essere fatte. Tu devi essere come mi piaci. Non capisco di cosa ti lamenti. Quando mi fai perdere la testa, quando smetto di pensare e mi annullo nelle tue forme più eccitanti, allora sì che ti amo. Altrimenti, non mi importa di te. Scusa, ma è così. Che c'è di strano?
Quando parlo di te, parlo solo delle cose più eccitanti e spettacolari che sai fare e che mi fanno impazzire. Non vorrai mica che perda tempo con gli amici a parlare del tuo lavoro, degli anni che hai passato a studiare, delle volte che sei stata in errore, delle tue complicate vicissitudini. Quelle cose non importano ai miei amici. Loro vogliono sapere come eri vestita l'altra sera al cinema, e non si appassionano certo del tuo modo di lavarti i denti. Come dar loro torto? Quelle cose sono noiose e banali. Non mi importa se è proprio il tuo modo di lavarti i denti che ti dona quel tuo bel sorriso: a me importa solo che tu sorrida davanti ai miei amici.
Se mi rispondi che allora non ti amo veramente... beh, allora sei tu ad essere egoista e viziata! Credi che solo chi si impegna seriamente, costantemente, chi ti segue sempre e comunque, anche quando ti lavi i denti, anche quando ti perdi in infinite inutili chiacchiere con le tue amiche (quelle secchione, come quella matematica che citi sempre come se fosse la persona più intelligente del mondo... ma che io detesto) , chiacchiere infinite su dettagli assolutamente noiosi, solo quello ti ami? 
Perché devi farla sempre così esagerata? Non stiamo così bene assieme? Non capisco perché tu debba farla diventare una tragedia. Non possiamo continuare a stare insieme come la prima volta? Ti ricordi? Avevo 9 anni. Tu eri così bella che da allora io non ho più pensato a nessuna se non a te. Perché non può più essere così? Che significa che sei cambiata? Che significa "si cresce"? Cosa vuoi dire con "impegnarsi"? Perché ora non ti va più bene niente di ciò che ci univa allora? Perché sei diventata così contorta e complicata, complessa e dubbiosa, sempre in crisi, sempre diversa? Perché non ti basta più un mio disegno per farti felice? Non pensi di pretendere troppo da me? Troppi discorsi, troppi problemi: dov'è la magia di un tempo? Sei cambiata, ho capito. Non capisco cosa pretendi da me: perché dovrei ascoltarti, cos'hai da dirmi di nuovo, che prima non dicevi? Non ti manca l'innocenza di una volta?
Lettera di un dinomaniaco alla Paleontologia


PS: Paleontologia e dinomaniaco si sono lasciati. Lui ora è felicemente sposato con Videoteca. 

domenica 10 gennaio 2010

Dinomania - Atto Quarto: I "mitici" paleontologi ormai estinti


La caricatura deformante e diffamante è una delle armi più abusate da chi non dispone di strumenti logici e prove verificabili per difendere la propria posizione. Invece di controbattere razionalmente agli argomenti, è più comodo, subdolo e meschino produrre una grottesca caricatura piena di concetti falsi (ma semplici, quindi immediatamente accessibili anche per chi non dispone della giusta capacità critica per valutarne il reale valore).
So che non sono simpatico a una certa area della variegata umanità appassionata di paleontologia. I miei argomenti ed il modo con cui li espongo sono fastidiosi e spesso intollerabili da chi, per motivi assolutamente legittimi (che non discuto né disprezzo) segue una diversa "area" della passione paleontologica.

martedì 26 maggio 2009

DINOMANIA, ATTO TERZO: JURASSIC PARK, OVVERO, IL CAVALLO DI TROIA DELL’IDEOLOGIA DI BAKKER (Jurassic Park, the Trojan Horse of Bakker's Ideology)


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Quando ero adolescente, Robert Bakker era il mito di tutti (o quasi) i dino-fan. Bob era fico, con il barbone, il cappello da cow boy, le sue ardite affermazioni che “vendicavano” i dinosauri da un secolo di errori, le sue accattivanti iconografie, così vive che più vive non si può.
Oggi non sono per niente un fan del pensiero “bakkeriano”. Rispetto e stimo Robert Bakker, al quale va la mia totale simpatia, ma, fortunatamente, sono cresciuto, ed ho imparato a ragionare con la mia testa. I dinosauri di Robert Bakker non sono scientificamente validi. Per quanto possano risultare accattivanti e più plausibili dei vecchi lucertoloni del secolo scorso, essi sono insostenibili alla luce delle teorie biologiche e paleontologiche affermate nell’intera comunità scientifica. Le favole di Bakker, ora, non mi convincono più, esattamente come non mi convincerebbe il brachiosauro sommerso di metà ‘900, che proprio Bakker dimostrò essere scientificamente impossibile. Sia chiaro, negare Bakker non significa tornare indietro, rigettare i dinosauri nella palude, significa semplicemente aprire gli occhi, e constatare che il buon Bob ha saputo vendere molto bene il suo prodotto, ammaliando come solo i migliori pubblicitari sanno fare. Analogo discorso per il fido alleato di Bakker, il mitico (artisticamente), ma sopravvalutato (scientificamente) Gregory Paul.
Ieri, due miei lettori fissi del blog hanno, in maniera indipendente uno dall’altro, espresso, in forma privata, due concetti che sono alla base del post di oggi.
I detti: “nessuno è più sordo di chi non vuol sentire” e “l’occhio vede ciò che vuole vedere” riassumono perfettamente l’impostazione mentale di molti nei confronti della moderna palebiologia dei dinosauri, ed in particolare dei theropodi. A ciò si aggiunge, in un collegamento a tematiche Geomitologiche, l’effetto persuasivo ed ammaliante che le opere paleo-artistiche hanno sulle menti non allenate al pensiero critico ed analitico, che subiscono molto il fascino emotivo delle immagini, ma sono poco influenzate dai mezzi e dai metodi della scienza da cui tali immagini dovrebbero trarre il solo fondamento. Leonardo Ambasciano ha perfettamente ragione nel sottolineare che le opere letterarie più citate dagli appassionati di dinosauri NON sono vere e proprie produzioni scientifiche (ovvero, soggette alla rigorosa scrematura e vaglio critico del peer-review) ma, piuttosto, dei volumi “ispirati”, fondati più sulla forza esplosiva delle immagini proposte e sulla retorica accattivante dei modelli proposti che sulla esposizione critica dei dati. Le opere di Bakker e Paul sono questo: non sono veri testi scientifici, perché non sono stati pubblicati dopo una revisione critica operata sui testi da altri studiosi, loro colleghi; bensì, sono dei “trattati filosofici-ideologici”, emanazione diretta e non controllabile dei due “guru”. I dinosauri del “Dinosaur Heresies” (il nome è esso stesso la prova di ciò) e di “Predatory Dinosaurs of the World”, non sono, che vi piaccia o meno, l’espressione oggettiva della comunità scientifica, la sintesi di un sistema integrato di ricercatori che si controllano e regolano a vicenda, bensì, le espressioni uniche, quindi totalitarie, di due individui, i quali, anche se in buonissima fede e pienamente convinti della bontà “oggettiva” delle loro ipotesi, hanno comunque imposto in maniera autoritaria e anti-scientifica le loro visioni dei dinosauri ad un pubblico incapace di stabilire se e quanto le loro opere fossero “scientifiche”. Il risultato, a mio avviso, è stato deleterio, e solo in questi anni, dopo che le opere dei due “iconoclasti” si sono sedimentate nella cultura popolare, osserviamo l’effetto ideologico della loro azione.
L’azione di propaganda, quasi subdola, con la quale Bakker e Paul hanno affermato le loro idee, noncuranti dell’attività del resto del mondo scientifico, è evidente nel modo in cui essi, direttamente, hanno influenzato i dinosauri di Jurassic Park, i quali, ormai, sono nell’immaginario collettivo, la nuova immagine canonica dei dinosauri. I dinosauri di Jurassic Park sono sempre stati propagandati come “scientifici”, quindi, in un paradossale controsenso che offende il senso della paleontologia come interpretazione ipotetica di resti frammentari, essi sono proposti come “veri”. In realtà, i dinosauri di Jurassic Park non sono “scientifici”, e non lo erano nemmeno nel 1993, ma sono, e lo dico onestamente, senza doppi sensi, “ideologici”. Uso il termine ideologico nella sua accezione neutra, senza connotazioni negative. I dinosauri di Jurassic Park sono la coronazione finale del programma ideologico di Bakker e Paul, i quali, ben consapevoli del potere persuasivo dell’immagine sopra i dati e sopra la (noiose) discussioni accademiche, hanno imposto alla “massa ignorante dei dati e delle (noiose) discussioni” le loro VERSIONE dei dinosauri.
ATTENZIONE: Non importa se, ad un esame attento, alcune delle ipotesi di Bakker e Paul si sono rivelate parzialmente corrette (ovvero, confermate anche da studiosi indipendenti), ciò che conta è che essi hanno “violato” l’etica scientifica, abusato dell’autorità che derivava dal successo delle loro (discutibili) opere letterarie, cavalcato il fascino ammaliante delle loro capacità artistiche (dopo tutto, niente è "più vero" di una rappresentazione naturalistica) per imporre ai non-studiosi la LORO visione dei dinosauri, senza possibilità, per il lettore, di valutare se e quanto questa visione fosse corretta.
Ormai, l’opera di persuasione è compiuta.
Provate a dire a qualche appassionato di dinosauri che NON esistono prove di caccia di gruppo tra i dinosauri. Egli vi risponderà, con l’innocenza del fedele devoto, che invece le prove esistono! Le prove ci sono! Come negarle? E se chiederete quali siano queste prove, egli (ammesso che risponda) citerà le solite false prove, i soliti esempi privi di evidenza, ma che, ad un occhio plagiato dall’ideologia bakkeriana, sono EVIDENTI esempi di caccia di gruppo, perché l’occhio vede ciò che vuole vedere. E se proverete a spiegare che non è così, egli si ritrarrà indietro, perché non c’è sordo più sordo di chi non vuole ascoltare.
Ripensandoci bene, è terrificante questo circolo visioso di auto-verifica, innescato da Bakker:

1- Bakker crebbe con una visione stereotipata di "rettili" e "mammiferi" e volle diffondere la sua idea che i dinosauri fossero come i mammiferi, perché essa era l'unica alternativa all'iconografia dominante accessibile nel suo universo concettuale.
2- Tra le varie ipotesi, l'ideologia bakkeriana diffuse l'idea che i dinosauri cacciassero in branchi, (nonostante l'assenza di prove!).
3- La caccia di gruppo dei dinosauri divenne un dogma consolidato nella cultura popolare, elevandosi a "dato di fatto".
Conclusione:
4- Siccome tutti "sanno", ormai, che i dinosauri cacciano in branco, è evidente che i dinosauri sono come mammiferi. Cos'altro potrebbero essere?

Bakker ha vinto! La propaganda ha battuto le prove!

Per spiegare perché, ad un attento esame, queste “prove” non siano affatto tali, vi rimando ad un prossimo post sul blogTheropoda. Sempre che abbiate la voglia di mettere in discussione i vostri più amati dogmi, le vostre più care concezioni, derivate dalla fede bakkeriana, e siate disposti a vedere i dinosauri per quello che possono essere, non per quello che desidereremmo che fossero.
Con stima,
un ex-bakkeriano che è andato oltre (= ultrazionale)

sabato 23 maggio 2009

DINOMANIA, ATTO SECONDO: L'ATTESA DEL MESSIA


In un precedente post ironizzavo sulla Dinomania, qui intesa come l’abuso e la distorsione delle conoscenze paleontologiche nell’esaltazione di una mitologia post-moderna fondata sul culto dei dinosauri mediatici, primi tra tutti, i dinosauri della serie di Jurassic Park.
Ovviamente, sono stato frainteso da una cerchia di “fanatici” dinomaniaci, che con le loro reazioni più o meno articolate hanno dimostrato la validità della mia tesi, ovvero, che la Dinomania è una forma di pseudo-mito, con i suoi dogmi intoccabili e le sue arroganti presunzioni di sacralità.
Il fraintendimento maggiore deriva dal fatto che il Dinomaniaco si ritiene una sorta di “depositario” di un valore da lui costruito, tra cui, paradossalmente, quello di essere una sorta di “sostenitore” e “salvatore” della paleontologia (se non credete alle mie parole, andate a rileggere alcuni commenti del precedente post sui dinomaniaci).
Ovviamente, sono il primo a sostenere che:
Non tutti gli appassionati di paleontologia sono dinomaniaci.
Non tutti gli appassionati della serie cinematografica di Jurassic Park sono dinomaniaci.
Ad esempio, io non sono un dinomaniaco, ed anzi, ne sono il più forte critico; al tempo stesso, sono un appassionato di paleontologia (e modesto ricercatore paleontologo), ed adoro (cinematograficamente parlando) Jurassic Park (il film di Spielberg del 1993): nonostante debba constatare le scorrettezze scientifiche (non solo nelle ricostruzioni dei dinosauri, ma anche in altri dettagli “scientifici”), non ne metterò mai in dubbio la validità come ottimo film e fonte di emozioni e ricordi (come tutti i film che ognuno di noi adora e rivede sempre con gioia, senza per questo farne un sacramento).
Tuttavia, le fede dinomaniaca produce necessariamente un istinto settario, alimentato dall’incapacità di comprendere critiche esterne ed ironie come quelle presenti nel mio precedente post sul tema.
In questo secondo post, dimostrerò ulteriormente la natura settaria e pseudo-religiosa della Dinomania. Dato che questa è solamente un’idea partorita dal mio cerebro ultrazionale, rimando a ben più validi esperti nel settore dell’interpretazione del pensiero religioso le analisi del dettaglio (Geomithologi all’ascolto, siete avvertiti!).
Se fate una veloce ricerca in rete tra i siti dinomaniaci, troverete, in forma disorganizzata, ma nondimeno chiara, che si è sviluppata una vera e propria mitologia interna, curiosamente simile ad una Cosmogonia dell’Universo Dinomaniacale.
Essa si è costruita una vera e propria Storia Interna, chiaramente intrisa di significato morale.
I- Le Origini, ed il Libro Sacro: ovvero il romanzo “Jurassic Park”. Esso è visto come l’Origine del Dinomaniaco. Prima di lui, solo le tenebre, l’errore ed il Caos.
II- L’Età dell’Oro, ormai perduta, ma ancora vivida nel ricordo dei più anziani, ovvero, il film “Jurassic Park”.
III- Il Nuovo Testamento, che sancisce la consacrazione della Dinomania, ovvero, il libro e film “The Lost World”.
IV- La Caduta, dovuta all’assenza di un Libro Guida. Ovvero, il film “Jurassic Park III” (non più basato su un romanzo pre-esistente).
V- La Corruzione del Verbo, e la diffusione dell’Errore, ovvero, i vari film di serie Z e le pseudo-produzioni come “Jurassic Fight Club” (quest’ultimo fa schifo anche a me).

Infine, a coronamento della mia tesi, constato che attualmente siamo nella fase del...

VI- Mito della Rinascita, del Messia Redentore che Tornerà a salvare i giusti e a riportare la Luce, ovvero, l’ossessionante attesa del Mitico Jurassic Park IV.
Interessante, a questo proposito, vedere quanto sia spasmodica questa attesa, analoga all’attesa del Giudizio Universale che caratterizzava i primi cristiani.
L’analogia è fortissima:
- In rete esistono numerose versioni del presunto Jurassic Park IV. (Vangeli apocrifi, Apocalissi varie)
- Ogni qual volta le date presunte per il Ritorno venivano disattese, ecco subito comparire una nuova profezia, che spostava in avanti tale data. (Da quando esiste un mito della Fine del Mondo, la sua data è stata progressivamente posticipata ogni volta che veniva superata).
- Sebbene le varie versioni del Fantomatico Film n° IV varino tra loro, esse sono accomunate dal fatto di essere viste come emanate direttamente dal Verbo dei primi due film, senza alcun legame con la Blasfemia del terzo film. (Tutte le sette cristiane si definiscono le uniche rispondenti al Messaggio Originario, e si dissociano dalla Corruzione del Presente, spesso dovuta a Imbastardimenti occorsi tra le Origini ed il presente).

Inutile sottolineare che l’ipotesi di un film "Jurassic Park IV" è definitivamente tramontata, e che gli stessi produttori dei precedenti 3 film hanno deciso di chiudere definitivamente l’esperienza con la trilogia. Ovviamente, i dinomaniaci negheranno che questa mia bestemmia sia vera.
Per rimarcare che non ho nulla di personale contro i dinomaniaci, sebbene mi dissoci totalmente dalla loro "setta " fanatica, allego, per la gioia di tutti, il trailer originale di Jurassic Park (1993).


martedì 7 aprile 2009

Il Decalogo del Dinomaniaco


Istigato indirettamemente da un recente post di Geomythology, ho deciso di fare una veloce escursione nel nebuloso mondo dei dinomaniaci disseminati nella rete. Leggendo le loro (terrificanti) discussioni, i toni ed i modi dei loro (terrificanti) argomenti, ho ricavato una lista di 10 Comandamenti, un Decalogo del Dinomaniaco moderno, perché come ogni religione che si rispetti, anche la Dinomania ha i suoi precetti e tabù.

I - I Fossili sono Esseri Viventi, e come tali vanno visti.

II - Non avrai altra fonte all’infuori della Rete.

III - Onora Jurassic Park ed il Mondo Perduto.

IV - Non ti curerai dei dati e delle fonti scientifiche, tranne quando andranno contro i 10 Comandamenti.

V - Non ti servirai della matematica e della fisica, tranne quando dovrai parlare del dinosauro più grosso, più lungo o più veloce.

VI - Ti farai degli idoli iconografici e li venererai contro ogni evidenza.

VII - Jack Horner è Satana quando parla di Tyrannosaurus, ma è un Santo quando parla di altro.

VIII - Non desiderare di leggere direttamente un articolo scientifico, ma lascia ad un Sacerdote devoto a Dinomania il compito di insegnarti la buona novella.

IX - Abbonda nelle analogie con i mammiferi attuali, e disprezza le omologie con gli uccelli.

X - La Tua Opinione è sacra ed intoccabile, giusta e meritevole di essere ascoltata, anche quando è palesemente scorretta, evidentemente obsoleta, ignorante dei dati e metodologicamente insostenibile.

Mi auguro che qualche devoto dinomaniaco legga questo post e si irriti per l’irriverenza che dimostro verso la sua amata Fede Dinomaniaca.