giovedì 30 aprile 2009

Io non credo nell’evoluzione


L’abuso della retorica è un maldestro tentativo di celare la propria sconfitta. Gli antievoluzionisti hanno dalla loro parte almeno 2000 anni di allenata arte della retorica metafisica, della logica fumosa, dello sproloquio verbale. La loro bandiera è il primato del Logos. In principio, essi ritengono, era il Logos. Tradotto fuori dalla mitologia allegorica: “Gli oggetti della mente sono superiori agli oggetti dell’esperienza”. In principio, ovvero, al vertice, è la parola. Tutto ciò che è razionale è reale, diranno millenni dopo. Ma la sostanza del discorso resta la stessa. Duemila anni di fumo metafisico, di religione della parola, hanno consacrato lo strumento linguistico e degradato ciò che, in origine, era il fondamento e fine di quegli stessi strumenti, ovvero, la realtà fenomenica e sensibile.
Conseguenza inevitabile di questa gloriosa genia di mistificazione è la fede. Fede, ovvero, “Credere nonostante l’assenza di evidenze”.
Infatti, se abbiamo elevato l’oggetto linguistico, un prodotto della mente, inizialmente originatosi come strumento di interazione con il mondo (sia fisico che sociale), a essere necessario e autonomo, pura emanazione di un (presunto) spirito, è evidente che possiamo (e dobbiamo) anche rinnegare la sua corrispondenza fenomenica, fino a disprezzarla e dimenticarla. Negando la corrispondenza tra parole (e concetti) e realtà fenomenica, negheremo anche il meccanismo tramite il quale stabiliamo tale corrispondenza, ovvero, la ragione scientifica, la logica concreta e tutto il criterio basato sulla verifica e sull’oggettività.
Riassumendo, l’esaltazione del "logos" produce il disprezzo dell’evidenza e l’esaltazione della fede.
Da qui deriva l’incapacità degli antievoluzionisti (e dei nemici della scienza in generale) di accettare la radicale differenza esistente nel metodo scientifico. Incapaci di riconoscere qualcosa di alternativo all’atto di fede, essi attribuiscono alla scienza una vena religiosa ed irrazionale analoga alla loro. Essi non riescono a comprendere che l’essenza del metodo scientifico non è l’accettazione o meno di spiegazioni sul mondo, bensì il criterio tramite il quale la mentalità scientifica distingue ciò a cui dare credito (“credere” direbbero i nostri fedeli) da ciò di cui dubitare, ovvero, il criterio del primato dell'evidenza sopra l'interpretazione.
Per loro, quindi, l’evoluzione è solo un’altra fede, una religione (nemica) contrapposta alla loro. In realtà, nessun evoluzionista maturo (libero dall’eredità fideista) crede nell’evoluzione. Nell’evoluzione non si deve credere, esattamente come non si deve credere nella teoria atomica, nell’orbitale, nella tettonica delle placche e in tutte quelle teorie scientifiche, verso le quali, sebbene siano fuori dalla portata dell’esperienza quotidiana, noi diamo affidamento e che utilizziamo per interpretare e conoscere l’Universo che ci circonda.
Le teorie della Scienza non sono argomento di fede, ma sono strumenti di interpretazione.
L’evoluzione non è materia di fede. Credere nell’evoluzione significa degradarla e disprezzarla, relegandola nel recinto delle procedure automatiche di interazione col mondo, al pari di un arco riflesso, di un conato di vomito, di una litania ripetuta meccanicamente, quasi inconsciamente, durante una cerimonia stereotipata. La teoria evolutiva va analizzata, elaborata, discussa, interpretata e, sopratutto, testata ed applicata ai fenomeni che osserviamo.
Non dovete credere nell’evoluzione. Mille volte meglio sviscerarla con il dubbio che sia incompleta, imperfetta e semplicistica, piuttosto che accettarla come dogma, issandola a vessillo per nuove, inutili, guerre di religione.
Come una donna (o un uomo, a seconda dei vostri indirizzi erotici), ogni teoria scientifica va amata ma al tempo stesso guardata con dubbio e un amaro senso di distacco. “Mi starà illudendo?”, “sarà davvero ciò che sembra?”, “il piacere che mi dà deriva da lei, o è una proiezione delle mie illusioni?”.
Così io amo la Scienza, così non la renderò mai una religione.

2 commenti:

  1. Non sapevo esistesse sto blog! Grande Andrea!
    1)COmplimenti perché hai 1 agilità mentale impressionante, mi piace parlar cn persone così
    2)Ogni teoria, o ipotesi scientifica, dev'esser sempre presa provvisioriamente come la PIU' VALIDA ALTERNATIVA DISPONIBILE ORA, e mai come la verità assoluta
    Considerare 1 qualunque teoria/ipotesi scientfica come la verìtà assoluta è sbagliato xké si ritiene che non potranno mai arrivar nuovi dati che modificheranno il nostro rapporto con quell'idea (la rinforzeranno o la smentiranno), che "più avanti di così non possiam andare", che questo è GIA' il meglio possibile, che non possiam migliorarci, che la scienza è statica, quando invece è dinamica
    Chissà, 1 giorno forse si scoprirà che il sole è fatto di ghiaccio, che gli uccelli evolvon dagli insetti, o che noi umani addirittura non esistiamo!
    Ricordiamoci che Verità è diverso da Certezza...
    CITAZIONE
    Nell’evoluzione non si deve credere, esattamente come non si deve credere nella teoria atomica, nell’orbitale, nella tettonica delle placche e in tutte quelle teorie scientifiche, verso le quali, sebbene siano fuori dalla portata dell’esperienza quotidiana, noi diamo affidamento e che utilizziamo per interpretare e conoscere l’Universo che ci circonda.
    Le teorie della Scienza non sono argomento di fede, ma sono strumenti di interpretazione.
    L’evoluzione non è materia di fede. Credere nell’evoluzione significa degradarla e disprezzarla, relegandola nel recinto delle procedure automatiche di interazione col mondo, al pari di un arco riflesso, di un conato di vomito, di una litania ripetuta meccanicamente, quasi inconsciamente, durante una cerimonia stereotipata. La teoria evolutiva va analizzata, elaborata, discussa, interpretata e, sopratutto, testata ed applicata ai fenomeni che osserviamo.
    RISPOSTA
    All'inizio avevo capito che stavi cercando di dimostrar l'impossibilità dell'evoluzione, ma ora penso di aver capito il vero punto:
    Non bisogna credere alle idee scientifiche come si crede alle idee religiose, le prime vanno accuratamente analizzate, cioè voglio dire, CONTROLLIAMO PERSONALMENTE CHE LA TEORIA DELL'EVOLUZIONE SIA POSSIBILE O MENO, non fidiamoci ALLA CIECA di qualunque idea scientifica, testiamola xsonalmente. MA molta gente non fa così, la PIGRIZIA mentale è dura a morire... Se chiedi a chinque xké crede nell'evoluzione o nella creazione, ti dirà o xké ci credon tutti, o xké è stato dimostrato, ma se alla fine gli/le chiedi di spiegartelo a parole proprie, inizian dei "Em potremmo dire che, cioé... eh sìì... eh no... ma io pensavo che...."
    -_-
    Era questo il significato, vero?
    3)Io son 1 creazionista evoluzionario... va bene come risposta? XD

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  2. Più o meno quello era il senso.

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