mercoledì 3 ottobre 2007

Salviamo i cetacei!

Tra tante mail stupide e catene di sant'antonio di dubbia validità, finalmente qualcosa di serio per il quale vale la pena di spendere qualche minuto.
Da alcuni anni nel Mar Mediterraneo è in atto una vera e propria strage, un'ecatombe. I primi a notarlo furono i biologi dell'acquario di Nantes, seguiti a ruota dai ricercatori di Barcellona, Valencia e Atene. Il numero di cetacei odontoceti che vengono ritrovati morti lungo le spiagge del Mediterraneo centro-occidentale è cresciuto nel decennio 1997-2006 del 210% rispetto al decennio precedente, a fronte di una popolazione pressochè stabile sulla base dei regolari rapporti di whale-watching. Inizialmente la causa era stata imputata al riscaldamento globale e all'inquinamento sempre più massiccio che sta avvelenando i nostri mari, tuttavia, e questo è paradossale oltre che emblematico della stretta connessione tra mari e terre emerse (che fa sì che qualsiasi evento o perturbazione in atto in un luogo incide e distorce l'equilibrio naturale di aree distanti e apparentemente non collegate), la causa effettiva è stata ritrovata nell'entroterra marocchino, alle pendici settentrionali della catena dell'Atlante, che si affaccia sulle estreme coste sud-occidentali del Mediterraneo. Il governo marocchino ha attuato dal 1995 la costruzione di un'enorme diga lungo il corso del Gual-al-s'Jeta, il principale fiume dell'Atlante marocchino, allo scopo di creare un bacino di raccolta per la principale centrale idroelettrica del paese. Le informazioni a riguardo sono consultabili sul sito www.gualalsjeta/deg.mar (in arabo e francese).
Ora, è necessario che si mobiliti l'opinione pubblica dell'intero bacino del Mediterraneo, dato che il Gual-al-s'Jeta è il principale sito di deposizione delle uova degli odontoceti della metà occidentale del Mediterraneo. Con la costruzione della diga di Al-Fadjna è stato bloccato il naturale percorso che da milioni di anni, con regolarità vincolata al ciclo lunare, porta le stenelle, i globicefali, i beluga e i delfini minori del Mediterraneo Occidentale a risalire la corrente del Gual-al-s'Jeta per raggiungere i siti di riproduzione, dove poi muoiono dopo aver deposto le uova.
L'unica speranza per bloccare questo progetto è ottenere l'aiuto della Giustizia Internazionale. Il mondo deve sapere quello che sta succedendo in Marocco. Il posto dove si può cominciare a cambiare il mondo è questo.
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Grazie.

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