martedì 23 ottobre 2007

Elogio della Consumazione in tutte le sue forme

Questa è una raccolta di Proposizioni Ultrazionali.
Non è esaustiva, come giustamente si attiene ad ogni prodotto umano.

Prima Proposizione.
L’essere è movimento. A tutte le scale di dimensione e complessità esiste il movimento. Dato che fisicamente non è possibile né stabilire una particella elementare ferma in un punto (per il Principio di Indeterminazione Quantomeccanica), né è possibile raggiungere la temperatura di 0°Kelvin (per il principio di Esclusione di Pauli), ne consegue che nell’Universo esiste solo il moto, il divenire. Chiunque affermi l’esistenza di realtà non in moto è pertanto in errore (nella migliore delle ipotesi) o un illuso (nella peggiore). Una volta riconosciuto questo semplice dato di fatto, tutte le filosofie e le superstizioni che affermano l’esistenza di esseri o condizioni immobili o fisse possono essere scartate perché basate su una falsità.

Seconda Proposizione.
Il movimento è trasformazione. La stabilità è l’eccezione, la norma universale è il cambiamento. Dato un aggregato di particelle avente una struttura definita, la sua durata nel tempo è inversamente proporzionale al numero delle sue componenti. Conseguenza automatica di questa condizione è l’entropia, la quale non è una forza mistica votata al caos, bensì niente più che una conseguenza logica della Prima Proposizione applicata a sistemi composti da numerose parti.

Terza Proposizione.
La vita (dal punto di vista termodinamico) è una particolare modalità di trasformazione capace di vincere localmente l’entropia. Gli esseri viventi sono sistemi capaci di mantenersi temporaneamente stabili. Per far ciò, necessitano di energia, sono sistemi aperti e dinamici.

Quarta Proposizione.
La vita (dal punto di vista informatico) è la capacità di conservare in un supporto fisico le informazioni necessarie e soddisfare la Terza Proposizione.

Quinta Proposizione.
La riproduzione è una conseguenza della Quarta Proposizione su cui agisce la Seconda Proposizione: se una struttura è in grado di conservare le informazioni necessarie a svolgere le funzioni vitali termodinamiche (a dispetto dell’entropia) allora è potenzialmente nelle condizioni di produrre copie di sé.

Sesta Proposizione.
L’evoluzione (intesa nell’accezione darwiniana: la produzione di discendenza differenziata dal progenitore) è una conseguenza della Sesta Proposizione su cui agisce la Seconda Proposizione: data l’inevitabile tendenza all’imperfezione di qualunque sistema complesso, non tutte le copie di un processo riproduttivo saranno identiche all’originale (e quindi nemmeno identiche tra loro). L’entropia produce variazione, la variazione produce differenti risposte alle condizioni, le quali producono un differente tasso di riproduzione (detto anche “selezione naturale”).

Settima Proposizione.
Il pensiero non può produrre una rappresentazione perfetta e completa della realtà.
Essendo un prodotto dell’evoluzione biologica, la mente umana ha dei limiti intrinseci, dovuti al fatto che essa non è la Mente-in-sè che per secoli ha creduto di essere, bensì la particolare forma di elaborazione delle informazioni di una particolare forma di cervello vertebrato mammifero primate ominide africano pleistocenico.

Ottava Proposizione.
Il pensiero è discreto (nel senso che non è un’entità continua, bensì è composto da strutture elementari discrete e discontinue: i simboli). Dato che la realtà è un continuum spazio-temporale, ne deriva necessariamente (purtroppo per noi) una conferma della Settima Proposizione.

Nona Proposizione.
Il pensiero è potenzialmente illimitato. Dato l’alto numero di simboli che la mente può processare, il numero di elaborazioni mentali (combinazioni di simboli) possibili è altissimo, superiore al numero di oggetti reali con i quali ogni singola mente potrebbe interagire nella sua vita. Ne consegue che esistono più oggetti mentali producibili che oggetti reali dei quali si può avere esperienza.

Decima Proposizione.
Il dissidio tra le possibilità del pensiero (potenzialmente illimitato) e quelle del corpo (entropicamente effimero e limitato) produce frustrazione e sofferenza.

Undicesima Proposizione.
L’incapacità di assumere un atteggiamento gioioso e maturo nei confronti dell’esistenza reale genera la fuga nella favola consolatoria. Alla base delle superstizioni organizzate (religioni trascendenti e pseudo-religioni) sta l’incapacità di accettare la mortalità.

Dodicesima Proposizione.
Tendenza irreversibile di ogni religione è l’assolutismo, il fondamentalismo e la violenza. La massima forma di assolutismo religioso si ha con i monoteismi. La pretesa di essere “l’Unica Verità” porta ogni monoteismo allo scontro con qualsiasi altra forma di pensiero.

Tredicesima Proposizione.
L’errore è più probabile della correttezza. Conseguenza statistica della Nona Proposizione.

Quattordicesima Proposizione.
La ricerca dell’errore è più facile della ricerca della correttezza. Occorrono infinite prove per verificare un’affermazione, ma solo una controprova per falsificarla.

Quindicesima Proposizione.
La libertà individuale (per quanto intrinsecamente limitata) è impossibile senza la conoscenza.

Sedicesima Proposizione.
Una forma di conoscenza basata sulla falsificazione progredisce ad una velocità maggiore di una forma di conoscenza basata sulla verificazione, ed ad una velocità enormemente maggiore di una forma di conoscenza basata su fisse affermazioni dogmatiche. Ovvero, in quattro secoli di metodo scientifico si è progredito molto più che in tremila anni di monoteismi.

Diciassettesima Proposizione.
Basandosi sull’osservazione del mondo oggettivo e sulla necessità di fornire non solo le prove ma anche i mezzi per l’eventuale falsificazione delle proprie teorie, il pensiero scientifico è agli antipodi dal pensiero dogmatico ed assolutista. Di fatto, abbiamo avuto milioni di morti per le guerre di religione mentre nessuno è mai morto a causa dello scontro tra differenti ipotesi scientifiche.

Diciottesima Proposizione.
I Pittbull sono alieni e vogliono invadere la Terra.

Diciannovesima Proposizione.
La ragione umana è inscindibile dalle componenti viscerali del cervello che la produce. Per questo motivo la razionalità non solo deve essere allenata costantemente per non essere sopraffatta dalle altre componenti mentali, ma anche educata a non sconfinare in ambiti che non le competono. Bisogna evitare il razionalismo estremo con la stessa forza con cui si domina il visceralismo istintivo.

Ventesima Proposizione.
In qualsiasi fenomeno storico (sia biologico che culturale) è fondamentale riconoscere la distinzione tra causa generante e funzione attuale. La miopia storica, l’incapacità di separare l’origine di un fenomeno dalla sua attualità, è dannosa come (o forse più de) l’ignoranza del fenomeno stesso.

Ventunesima Proposizione.
La consumazione è condizione necessaria alla persistenza. Chi non consuma è destinato a lasciare la mensa (estinzione).

Ventiduesima Proposizione.
L’amicizia sta all’amore come la libertà sta alla felicità. Di conseguenza, la ricetta della felicità è:
Felicità = (Libertà x Amore) / Amicizia

Corollario 1: gli amici non danno la felicità.
Corollario 2: l’amore non rende liberi.

Ventitreesima proposizione.
C'è sempre un piano B.

3 commenti:

  1. Già, il piano B...
    Secondo il piano B l'Amicizia come l'Amore sono banali semplificazioni di rapporti complessi e compenetranti, spesso difficilmente distinguibili.
    Come pure la Libertà, la quale rappresenta la semplificazione dei desideri personali.
    Creare un formula matematica che definisca e quantifichi uno di questi concetti è una stupida presunzione tipicamente umana, ma conoscendo l'autore sono sicuro che tale formula nasconda qualcosa di risibile (come ogni cosa nell'universo).

    Quindi:
    Felicità=(Libertà x PianoB)/Pittbull

    Corollario 1: i Pittbull non danno la Felicità
    Corollario 2: il PianoB non rende liberi

    Ergo: c'è sempre un pianoC


    ps: per dovere di completezza si dà anche la formula per l'anti-felicità per eccellenza:

    Lemma=(Ornithomimus x Autoscazzo)/Grappa light

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  2. Macchè correzione, è come ho detto io!
    ...e la formula funziona anche intercambiando i vari elementi, perchè niente di ciò che riguarda il soggetto in questione ha un senso...

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