giovedì 17 marzo 2011

I fori dei crackers

Perché i crackers hanno dei fori sulla superficie?
La faccenda può essere risolta in vari modi:
- filosoficamente, cercando un motivo logico per la presenza nei crackers.
- scientificamente, simulando esperimenti per valutare cosa accade alterando o omettendo i fori.
- storicamente, cercando prove dell'origine dei fori (e quindi, la loro causa).

Onestamente, non ho i mezzi per fare test scientifici sui crackers, ad esempio, provando a produrli in un forno, quindi per ora mi limito alla disquisizione filosofica.

Ragionando, mi pare che esistano almeno 3 motivi per i fori:
-Motivo estetico: i fori non servono a niente, ma danno al cracker il suo tipico aspetto "da cracker". In breve, i fori sono solamente degli orpelli inutili ma ormai assunti per consuetudine.
-Motivo funzionale: i fori sono necessari per l'esistenza del cracker. Ad esempio, potrebbero essere fondamentali per conservare una rigidità non eccessivamente friabile. Oppure, sono fondamentali per mantenere il cracker secco, facilitando la sua ventilazione.
-Motivo "epigenetico": i fori sono un effetto collaterale del processo di fabbricazione, ma non hanno alcuna funzione reale. Ad esempio, potrebbero generarsi durante la fabbricazione, oppure sono generati accidentalmente dal macchinario che li produce.

Cosa accade a cercare fonti storiche sull'origine dei crackers?
L'approccio storico ha dato immediatamente la risposta: da una rapidissima ricerca in rete risulta che i fori sono praticati durante la cottura per impedire che si formino bolle d'aria nella pasta. Ovvero, la ricerca storica mostra che la causa dei fori è "funzionale-epigenetica": un motivo non funzionale per il cracker finito ma che è necessario per il processo di produzione del cracker.

In paleontologia, un esito simile accade spesso quando si cercano motivi funzionali o strutturali per una struttura apparentemente insensata presente in una specie estinta e non direttamente riconducibile a modelli viventi. Spesso, infatti, si conlcude che la bizzarria è solamente un epifenomeno del processo di sviluppo. Spesso, inoltre, si scopre che le nostre eleganti spiegazioni logiche, per quanto argomentate e plausibili, erano errate.

1 commento:

  1. Non so se hai avuto il "piacere" di ascoltare Roberto de Mattei sul terremoto in Giappone (che, a rigore, per uno scenziato è, innanzi tutto, un fenomeno geologico).
    Vanno ascoltate, o lette, in versione integrale.

    Ora c'è una raccolta di firme per chiedere le sue dimissioni; in quanto non collaboratore del CNR non posso avere il piacere di firmarla. Ma, tramite questo blog, mi associo.

    Erodoto

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