giovedì 27 novembre 2008

Tutti a Berlino!

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mercoledì 19 novembre 2008

Elogio dei “Non lo so...”

Il precedente sondaggio ha riscosso un discreto successo, probabilmente anche in virtù della sua impostazione. Per non rubare meriti che non ho, chiarisco subito che le varie opzioni sono tratte dal libro di R. Dawkins “L’illusione di Dio”, alle quali ho apportato delle lievi modifiche per renderle adatte al sondaggio. Le opzioni originali erano:

1. Teista forte. 100% di probabilità di Dio. Nelle parole di

C. G. Jung, "io non credo, io so".

2. Probabilità molto alta ma non 100%. Un teista di fatto.

"Non posso saperlo per certo, ma credo fermamente in

Dio e vivo la mia vita nell'assunzione che lui esista".

3. Più del 50% ma non molto alta. Tecnicamente agnostico

ma propende verso il teismo."sono molto incerto,

ma tendo a credere in Dio".

4. Esattamente 50%. Completamente agnostico ed imparziale.

"L'esistenza e l'inesistenza di Dio sono esattamente

equiprobabili".

5. Meno del 50% ma non molto bassa. Tecnicamente

agnostico ma incline all'ateismo. "Non so se Dio esista

ma tendono ad essere scettico."

6. Probabilità molto bassa, ma vicina allo zero. Un ateo di

fatto."non posso saperlo per certo ma credo che Dio sia

molto improbabile, e vivo la mia vita nell'assunzione

che lui non esista."

7. Ateo forte. "So che non esiste nessun Dio, con la stessa

convinzione con cui Jung sa che ce n'è uno".

Ho illustrato il risultato del sondaggio mettendo i sette risultati in ordine di teismo crescente, dalla posizione “0”, coincidente con la “7” dello schema di Dawkins, fino alla “6”, coincidente con la “1” di Dawkins. Quindi, fate bene attenzione, il grafico qui sotto non segue l’ordine di Dawkins citato sopra, ma il suo inverso.

Per quanto siamo tutti concordi che nella realtà le posizioni siano molto più sfumate e graduali, le sette opzioni coprono bene la gamma di variabilità esistente (parentesi per chi ha dichiarato che non esisteva la sua opzione: in realtà, essa esiste: se dichiari di essere Dio, allora sai che egli esiste, e quindi voti “6”... il che è molto contraddittorio se detto dall’autore di “nonloso”!).

Sebbene il campione non possa dirsi rappresentativo della popolazione totale, qualcosa si può ricavare.

Innanzitutto, questo risultato conferma un’osservazione dello stesso Dawkins (il numero tra parentesi quadra indicano le posizioni nel grafico):

Sarei sorpreso di incontrare molte persone nella categoria [0], ma la includo per simmetria con la categoria [6], che è molto ben popolata. È nella natura stessa della fede che uno sia capace, come Jung, di avere una credenza senza una ragione adeguata per farlo (Jung credeva anche che alcuni libri sul suo scaffale esplodessero spontaneamente con un sonoro bang). Gli atei non hanno fede; e la ragione da sola non può condurre nessuno alla totale convinzione che qualcosa non esista. Per questo motivo la categoria [0] è in pratica molto più vuota del suo corrispettivo, la categoria [6], che ha molti abitanti devoti. Io mi considero nella categoria [1], ma tendo verso la [0] ― sono agnostico ma solo nel senso in cui sono agnostico sull'esistenza delle fate del giardino.

Il sottolineato è mio.

In effetti, per quanto le posizioni “0” e “6” siano egualmente irrazionali, cioè basate su un atto di fede (presumo che nessuno dei votanti di quelle opzioni abbia delle prove dirette ed incontrovertibili a favore delle loro posizioni, perché in tal caso sarebbe interessante sapere quali siano), la “6” è ancora comprensibile per chi, come me, appartiene alle posizioni tra “1” e “5”, (ovvero, è consapevole di non saperlo con certezza ma nondimeno è in grado di prendere una posizione in base alle proprie convinzioni filosofiche, conoscenze e nozioni). Infatti, è plausibile che chi affermi con convinzione di sapere che Dio esista lo faccia sulla base di prove “positive” che egli ritiene di possedere (esperienza mistiche, prove ontologiche, ecc...). Ovviamente, per non essere ipocrita, chiarisco subito che ho dei fortissimi dubbi sull’effettiva validità di tali prove, che trovo assurde o palesemente infondate sul piano oggettivo: ma, nondimeno, le trovo sufficienti per giustificare le motivazioni soggettive di chi vota “6”. Al contrario, trovo la posizione “0” ancora più assurda, non tanto per il suo contenuto, quanto perché afferma di sapere che qualcosa non esiste! Come si fa a sapere che qualcosa non esiste? A meno di non ricavarlo razionalmente sulla base di un ragionamento per assurdo, la non-esistenza, in quanto affermazione negativa, non è affermabile con sicurezza, ma solo ipotizzabile sulla base dell’assenza di evidenze.

Esempio pseudo-idiota:

Io posso sapere che mio fratello esiste perché ne ho l’evidenza, ma, teoricamente, non posso affermare di sapere con la stessa certezza che non esista una mia fantomatica sorella... Come posso essere sicuro che mio padre, prima di sposarsi (o anche dopo, all’insaputa di mia madre) non abbia avuto qualche rapporto sessuale dal quale è stata concepita una mia sorella, che mi è stata tenuta all’oscuro? L’ipotesi, per quanto altamente improbabile sulla base della mia conoscenza di mio padre (ovvero: una tale eventualità mi pare aldilà delle capacità diaboliche di mio padre, a meno che egli non sia un grandioso genio del male...), non è impossibile, e quindi, non ha senso affermare che io so con certezza che la mia fantomatica sorella “Simona” non esista.

Pertanto, paradossalmente, le posizione “0” e “1” per quanto vicine, sono le più distanti: la prima è un’irrazionale affermazione di una negazione, la seconda è la consapevolezza che non esiste alcuna reale evidenza che possa farci affermare l’esistenza di Dio, e quindi la conclusione che non ha senso continuare ad affermare qualcosa in assenza di alcuna evidenza in suo favore.

Dato che questo post non discute l’esistenza o meno di Dio, ma solo la ragionevolezza o meno dei voti nel sondaggio, spero che non parta una discussione fuori tema...